16 giugno 2018

Reggio E. - Imprenditrice condannata per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale

Si è chiuso ieri a Reggio Emilia, nel tardo pomeriggio, il procedimento sulla maxi-frode con l’acciaio.
La Corte – presieduta da Alessandra Cardarelli, giudici a latere Luca Ramponi e Simone Medioli Devoto – dopo quasi sei ore di camera di consiglio ha condannato l'imprenditrice sassolese Patrizia Gianferrari a 6 anni e 8 mesi di carcere, per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale.
Si è concluso così, dopo 12 anni, il processo in primo grado sulla maxi frode al fisco, compiuta tramite una compravendita di acciaio, in cui sono stati evasi 100 milioni di euro di imposte e 30 milioni di Iva.
Patrizia Gianferrari è stata ritenuta braccio destro di Massimo Cianciamino, figlio del mafioso don Vito, e la Top3 srl in provincia di Piacenza è stata ritenuta sede dell’associazione a delinquere.

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USA - La presunta super-manager incriminata per mega-truffa

Da geniale e osannata creatrice di una start up basata su una tecnologia innovativa ma segretissima, capace di rivoluzionare il modo di analizzare il sangue, a truffatrice destinata a finire in carcere dove potrebbe restare addirittura per vent’anni: la parabola di Elizabeth Holmes, che ancora nel 2015 veniva dipinta dalla stampa Usa come la versione femminile di Steve Jobs, si è chiusa ieri con l’incriminazione penale per lei, padrona e amministratrice della Theranos, e per il suo presidente, Ramesh Balwani.
Grazie allo straordinario successo (a suo tempo celebrato anche dal sottoscritto sul Corriere) di una tecnologia che consentiva di fare tutti i test in fretta e a basso costo con una sola goccia di sangue, la Holmes era riuscita a mettere in piedi un’azienda di enorme valore (9 miliardi di dollari nel momento migliore). In Theranos, nel cui consiglio d’amministrazione sedevano personaggi celebri e autorevoli come Henry Kissinger, George Schultz (un altro ex Segretario di Stato) e l’attuale capo del Pentagono, il generale Jim Mattis, avevano investito alcuni dei più celebri miliardari del mondo: dall’editore Rupert Murdoch a Timothy Draper, al messicano Carlos Slim, passando per la famiglia Walton (proprietari di Walmart, il gigante dei supermercati) e Betsy DeVos, ministra della scuola nel governo Trump.
In realtà, quando si accorse che la sua rivoluzionaria tecnologia era un flop, Elizabeth andò avanti comunque usando metodi tradizionali, spesso semplificati per risparmiare e velocizzare i test. Li spacciò per innovativi mentre era solo roba vecchia. Per di più i suoi test erano anche imprecisi: la Holmes l’ha riconosciuto indennizzando decine di migliaia di pazienti che avevano ricevuto analisi sbagliate e accettando di pagare una forte multa per chiudere la causa civile intentata tre mesi fa contro Theranos dalla Sec, la Consob americana.
Ora arriva l’accusa della procura federale di San Francisco di aver truffato per centinaia di milioni di dollari gli investitori e anche di aver danneggiato migliaia di medici e pazienti: undici capi d’imputazione per frode che possono portare dietro le sbarre addirittura per vent’anni lei e Balwani. Una vicenda sorprendente e amara che è anche un monito per la Silicon Valley, abituata a celebrare con enfasi eccessiva l’arrivo sul mercato di ogni nuovo strumento tecnologico.
Questa brutta storia, però, ha anche un eroe: John Carreyrou, reporter del Wall Street Journal che, sentendo a un certo punto puzza di bruciato, non si è fermato né davanti ai nomi prestigiosi messi in campo dalla Holmes né si è fatto impressionare dal fatto che il suo editore, Murdoch, aveva investito 100 milioni di dollari in Theranos. Sono state proprio le sue inchieste a far emergere il marcio: la magistratura e le indagini della Sec sono arrivate dopo gli articoli del Wsj.
E proprio in questi giorni esce in America Bad Blood: un libro nel quale Carreyrou racconta come la Holmes mettesse a tacere (o licenziasse) i dipendenti che chiedevano chiarimenti sulle tecnologie usate per le analisi.

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13 giugno 2018

Lecce - Giudice onoraria pretende 2mila € per conferire incarico a consulente

Una giudice onoraria in servizio presso il Tribunale civile di Lecce è stata arrestata in flagranza mentre ritirava una mazzetta da un perito a cui avrebbe promesso di affidare incarichi in cambio di circa 2mila euro.
Si tratta dell’avvocatessa M.S., di 44 anni, arrestata nel primo pomeriggio dagli agenti dell’aliquota distaccata in Procura della Polizia di Stato. Come racconta l’Ansa, il reato contestato dal pm Paola Guglielmi è concussione.
Secondo l’accusa, la giudice avrebbe fatto intendere al professionista, suo consulente, che l’affidamento di incarichi era condizionato al versamento del denaro. Fissato l’appuntamento nel pomeriggio a casa della giudice, il consulente - che nel frattempo aveva avvisato i poliziotti - si è presentato consegnando la somma pattuita. In quel momento i poliziotti hanno bussato alla porta dell’appartamento e si sono fatti aprire sorprendendo la donna con il denaro che era stato precedentemente fotocopiato.
Il fascicolo sarà trasmesso per competenza alla Procura di Potenza.

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11 giugno 2018

Reggio E. - Due donne rubano da Decathlon

La guardia giurata ha visto le due ladre passare dalla cassa senza pagare e le ha rincorse a piedi dal Decathlon fino all’Ariosto (poco meno di un chilometro), allertando nel frattempo il 113, con la pattuglia delle Volanti che ha sbarrato la strada alle due donne nel parcheggio del centro commerciale. 
È accaduto alle 18 di sabato scorso all’interno del Decathlon di via Piemonte, dove al risuonare del sistema antitaccheggio il vigilante ha intimato a due donne di tornare indietro; per tutta risposta, le due hanno iniziato a correre. Il vigilante si è gettato all’inseguimento, tallonandole per almeno dieci minuti e nel frattempo restando in contatto con la questura.
Le italiane, una 28enne e una 34enne, hanno rubato merce per 30 euro e sono state denunciate per furto.

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4 giugno 2018

Reggio E. - Una 50enne tenta di derubare la barista che aveva già derubato

La titolare di un bar ha riconosciuto e bloccato una ladra che l’aveva derubata giorni prima. L'episodio è avvenuto verso le 21.30, quando la commerciante ha chiamato la centrale operativa del 113. 
Sul posto si è recata una pattuglia della polizia di Reggio Emilia, dalla vicina caserma di via Dante. Una volta arrivati, i poliziotti hanno preso contatto con la titolare, straniera, la quale ha raccontato loro che poco prima era entrata nel suo bar una donna italiana di circa 50 anni. La barista, però, non ci ha messo molto a riconoscere in lei proprio l’autrice del furto che era avvenuto nel suo bar il 26 febbraio di quest’anno. In quell’occasione la ladra era riuscita a sottrarre dalla cassa circa 150 euro, tutte banconote da 10 euro. L’accaduto era poi stato denunciato immediatamente dalla donna ai carabinieri di Reggio Emilia. 
La ladra, però, non contenta di esser riuscita a rubare 150 euro e farla franca, sabato sera ha evidentemente deciso di tornare nel bar, probabilmente per ritentare il colpo, convinta di non esser riconosciuta. Una spavalderia che le è costata cara, visto che al contrario la titolare l’ha scoperta immediatamente.
La polizia ha infine identificato la ladra, mentre la barista procederà ora penalmente contro di lei.

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Reggio E. - Si finge amica e deruba l'anziano con un abbraccio

Con una scusa è riuscita a ottenere la fiducia dell’anziano per poi, una volta presa confidenza, rubargli il portafoglio. È caccia aperta, a Reggio Emilia, a una donna considerata l’autrice di un furto ai danni di un pensionato.
Il colpo è avvenuto ieri, intorno alle 13.10, in via Cellini, dove la polizia di Stato è stata chiamata ad intervenire all’interno di un’abitazione. La chiamata era partita da un uomo, che agli agenti ha raccontato di essere stato derubato del portafoglio da una sconosciuta. 
Secondo il racconto della vittima del furto, circa un’ora prima, intorno alle 12.20, una donna lo aveva avvicinato dicendogli di voler salutare sua figlia. Dopo aver chiacchierato per qualche minuto, la donna è uscita dall’appartamento dirigendosi nell’androne del palazzo.
Poi, prima di andare via, è tuttavia tornata indietro. E, al suo ritorno, lo ha abbracciato. Poi si è allontanata definitivamente, facendo perdere del tutto le sue tracce. E proprio nel momento dell’abbraccio, secondo il racconto delle vittima, la donna gli avrebbe rubato il portafoglio, che l’anziano aveva - come spesso avviene - in una delle tasche posteriori dei pantaloni: un furto messo a segno con destrezza. 
Solo in un secondo momento l’uomo si è accorto dell’ammanco e le ricerche della polizia hanno dato fino a ieri esito negativo. Ma l’anziano ha fornito una sorta di identikit della ladra: era vestita completamente di arancione, scarpe comprese, italiana, con capelli castani e alta circa un metro e 50. Una descrizione a partire dalla quale gli agenti stanno proseguendo le ricerche.

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1 giugno 2018

Scandiano (RE) - Donna scippa anziana

Scippata in pieno giorno, in pieno centro, da una donna. È la disavventura subita martedì mattina da una donna di 76 anni di Viano (RE), mentre si trovava in centro a Scandiano.
L’anziana era a passeggio in via Trieste, quando è stata avvicinata da un’altra donna. Un’azione fulminea: quella signora in pochi istanti si è trasformata in una scippatrice, le ha strappato la borsetta dal braccio e si è rapidamente dileguata.
Una brutta sorpresa per la vittima della brutale azione, che per fortuna non è caduta e non ha riportato conseguenze fisiche dal gesto. Morali, però, sicuramente sì.
Alla donna derubata non è restato altro da fare che chiedere aiuto. Una volta soccorsa, il passo successivo è stato obbligatoriamente quello di avviarsi verso la caserma della tenenza dei carabinieri di Scandiano. Ai militari la donna ha denunciato l’accaduto.
Nella borsa, come tutti, custodiva i documenti di identità, altri effetti personali e un centinaio di euro, tra banconote e monete.
Ora i carabinieri stanno cercando di dare una volto alla scippatrice, che col fare di una persona distinta si è avvicinata alla malcapitata e le ha strappato la borsetta.

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31 maggio 2018

Cavriago (RE) - Ruba 1.700 euro all'ex suocera per andare a Parigi col nuovo fidanzato

I carabinieri della stazione di Cavriago, con l’accusa di concorso in furto aggravato, hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia una 28enne reggiana e il suo compagno 58enne.
Vittima del furto una 65enne reggiana, madre dell'ex ragazzo della 28enne oggi indagata.
Tutto è accaduto lo scorso 31 maggio: secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i due ladri innamorati si sono introdotti di nascosto nel cortile di una privata abitazione di Cavriago, raggiungendo un’autovettura Volkswagen UP parcheggiata all’interno.
L’uomo approfittando del fatto che l’auto fosse aperta si è introdotto all’interno, mentre la complice lo copriva facendo il palo. Rovistando all’interno dell’abitacolo è stato trovato un borsello contenente 1.700 euro in contanti che la 68enne, inavvertitamente, aveva lasciato incustodito sul mezzo.
Nel bel mezzo del furto i due sono stati notati dalla derubata che tuttavia non è riuscita a evitare il furto visto che i due ladri, entrati in possesso dei soldi, si davano alla fuga. La stessa derubata tuttavia ha riconosciuto nella donna l’ex fidanzata di suo figlio.
Quindi la denuncia formalizzata ai carabinieri di Cavriago che hanno avviato le indagini. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno scoperto che i due avevano commesso il furto per trovare liquidità a loro necessarie per pagarsi la “fuitina” che, sembra, stando agli elementi in possesso all’arma di Cavriago, avesse come destinazione la Francia, Parigi. Dove i due si trovano probabilmente adesso.

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28 maggio 2018

Reggio E. - Due ragazze rubano vestiti per 100 €

Due minorenni rubano vestiti per cento euro in un negozio di abbigliamento in piazzale degli Atleti Azzuri, alle 17 di lunedì 28 maggio.
Hanno strappato dagli indumenti il dispositivo antitaccheggio e si sono dirette velocemente verso l'uscita, ma sono state notate da un dipendente del negozio che ha chiamato la polizia. Le ragazze sono state bloccate prima che riuscissero a guadagnare l'uscita e consegnate agli agenti.
Nel frattempo al negozio sono arrivati i genitori. Le due minorenni sono state denunciate all’autorità giudiziaria per il reato di furto pluriaggravato e la merce danneggiata è stata restituita al negozio.

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26 maggio 2018

Campagnola E. (RE) - Maestra spedisce droga per posta

Metadone e un grammo abbondante di cocaina (unitamente ad altri flaconi e caramelle da analizzare) sono stati spediti dal Reggiano alla provincia comasca, indirizzati a un uomo residente a Menaggio, in provincia di Como. Idea assolutamente nuova, quella della spedizione della sostanza stupefacente per posta, peccato però che l'indirizzo del destinatario fosse sbagliato.
Così il pacco con il metadone e la cocaina, unitamente alle restanti sostanze in corso di analisi, sono finite nelle mani di una persona estranea che, visto il contenuto, ha subito avvertito i carabinieri. I militari di Menaggio hanno quindi sequestrato lo stupefacente, allertando i carabinieri della stazione di Campagnola Emilia dal momento che il pacco con lo stupefacente era stato spedito proprio dal comune di Campagnola Emilia.
I carabinieri hanno avviato le indagini e sono risaliti a chi aveva materialmente curato la spedizione della droga: un insegnate della scuola primaria, residente nel Reggiano. Alla luce di quanto emerso i carabinieri sono andati a far “visita” alla maestra dando corso a una perquisizione domiciliare a seguito della quale, oltre a trovare le prove della spedizione (copia del modulo d’ordine di spedizione del pacco sottoscritto dalla donna), sono stati trovati e sequestrati altri 4 grammi scarsi di hascisc. Alla luce di quanto emerso l’insegnante veniva denunciata alla Procura reggiana con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti.

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24 maggio 2018

Reggio E. - Noi emancipate siamo spericolate e impavide

Ha invaso la corsia opposta, centrando in pieno un furgone e finendo la sua corsa sul ciglio della strada.
Il frontale è avvenuto intorno alle 11 in via Teggi, a Codemondo. Secondo una prima ricostruzione, una 52enne al volante di una Dacia Sandero ha compiuto un salto di corsia, percorrendo diverse decine di metri contro senso, fino a scontrarsi frontalmente contro un Fiat Doblò prima di uscire di strada. A bordo del furgone, un 68enne con la moglie.

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22 maggio 2018

Cavallino (LE) - La bancaria prosciuga il conto della cliente ricoverata in ospedale



Una dipendente di una filiale del Banco di Napoli a Lecce è stata condannata per un ammanco di 14mila euro.
Alla donna, di 57 anni, di Cavallino (Lecce), il giudice della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce, Annalisa De Benedictis, ha inflitto una condanna a un anno e otto mesi di reclusione (pena sospesa) e al pagamento di una sanzione di 320mila euro per furto aggravato, in quanto ritenuta responsabile del prelievo di denaro dal conto corrente di una donna nel periodo in cui questa era ricoverata in ospedale a causa di una grave malattia.

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Reggio E. - Noi emancipate adoriamo il brivido

Sbagliare un parcheggio e restare bloccata nel vuoto. È quello che è successo a un’anziana donna reggiana.
L’automobilista ha messo in moto la sua Fiat 600, ha ingranato la retromarcia e si è trovata in un istante con una delle ruote posteriori dell’auto sospesa nel vuoto, oltre il bordo del parcheggio rialzato (un metro dalla carreggiata stradale sottostante) di via Brigata Reggio.
Una situazione pericolosa che ha terrorizzato la donna, incastrata nel vuoto senza sapere cosa fare per uscire da quella brutta situazione.
La vicinanza con il comando della Municipale ha fatto si che una pattuglia di vigili urbani, presente in zona proprio in quel momento, intervenisse evitando conseguenze più serie per l’anziana automobilista e anche per la vettura.
Rassicurata la conducente e scongiurato il rischio di uno scivolamento del mezzo, gli agenti sono riusciti a riportare l’auto completamente sulla superficie del parcheggio rialzato.

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18 maggio 2018

Cadelbosco Sopra (RE) - Noi emancipate siamo "abitué" del ribaltamento

Nella serata di ieri, lungo la provinciale che collega Reggio Emilia a Cadelbosco, subito dopo la frazione di Villa Sesso, all’altezza della zona artigianale, una donna alla guida di una Fiat Panda, che procedeva in direzione di Cadelbosco, ha perso improvvisamente il controllo dell’auto centrando in pieno un cartello stradale e finendo per schiantarsi contro il muretto di cinta di un’azienda.
Un impatto terribile e devastante che ha fatto cappottare l’auto rimasta poi a testa in giù, a diverse decine di metri di distanza dal punto dell’impatto. Gli altri automobilisti hanno chiamato il 118 e sul posto sono arrivati i soccorritori in forze con un’ambulanza della Croce Rossa e l’automedica. Chiamati a intervenire anche i vigili del fuoco di Reggio Emilia per liberare la donna incastrata tra le lamiere dell’auto capovolta dentro al fosso.
Una volta raggiunta e liberata, la donna è stata caricata in ambulanza e trasportata all’ospedale di Reggio Emilia.
Sul posto anche gli agenti della polizia municipale di Reggio Emilia, raggiunti subito dopo dai carabinieri della stazione locale che si occuperanno delle indagini sull’accaduto.

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17 maggio 2018

Reggio E. - Zingare ladre lanciano passeggino e bambino per scappare

Ha rubato, assieme a un’amica e a suo figlio piccolo, dei vestiti dal centro commerciale Ariosto. Quando però è scattato l’allarme anti taccheggio ed è stata raggiunta dalle guardie giurate, non ha esitato a lanciare, attraverso la barriera, il passeggino con il bimbo a bordo per darsi alla fuga.
Questo episodio, che ha visto la trasformazione di un figlio in una sorta di arma impropria, è accaduto nel centro commerciale di via Morandi, mercoledì alle 11.50. La responsabile del punto vendita ha spiegato alla polizia intervenuta sul posto di aver notato due donne, probabilmente di origine rom, che dopo essersi aggirate nel punto vendita con un passeggino con un bambino, hanno fatto scattare le barriere anti taccheggio.
La responsabile a quel punto ha allertato la guardia giurata, che ha invitato le due donne a rientrare all’interno del negozio per verificare che non si trattasse di un malfunzionamento del sistema di allarme. Dopo un’accesa discussione improvvisamente una delle ladre ha lanciato il passeggino, con il bimbo ancora a bordo, attraverso le barriere, facendole riattivare ed estraendo dalla sacca inferiore dei vestiti, gettandoli a terra per poi fuggire insieme all’altra donna e al bambino.
La merce rubata, per un valore complessivo di 52 euro, è stata restituita al negozio.

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16 maggio 2018

Ostuni (BR) - Una 22enne perde il controllo dell'auto e finisce fuori strada

Una donna di 22 anni ha perso il controllo della propria auto sulla provinciale che collega la cittadina adriatica a Torre Pozzelle, è finita fuori strada ed è morta a seguito dell’impatto.

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15 maggio 2018

Reggio E. - Due ragazze aggrediscono controllore sull'autobus


Hanno aggredito e poi rubato il tablet a un controllore dell'autobus. Protagoniste dell'episodio, avvenuto qualche settimana fa Reggio Emilia, due ragazze di 15 anni.
Una delle due minorenni aveva esibito un abbonamento ceduto da un'amica. Il controllore se n'è accorto e, quando stava per compilare il verbale per la multa, le due ragazze l'hanno spintonato e poi gli hanno rubato il tablet, restituito in un secondo momento. Quindi sono scappate.
Seta, l'azienda di trasporto pubblico locale, ha denunciato il fatto alla polizia. Gli agenti hanno rintracciato le due ragazzine denunciandole alla procura dei minori.

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13 maggio 2018

San Polo d'E. (RE) - Noi donne cogliamo al volo ogni occasione per rubare

Mentre faceva il pieno di benzina a un distributore ha visto un’altra cliente che appoggiava il portafoglio su una colonnina e ne ha approfittato per rubarlo.
La responsabile del furto è una donna di 45 anni, reggiana, rapidamente individuata grazie al sistema di videosorveglianza del distributore e denunciata dai carabinieri di San Polo. 
La vittima del furto, un’impiegata di 25 anni, non si è accorta subito di quanto accaduto. La giovane dopo essersi fermata per il rifornimento, ha inserito i contanti nella colonnina e ha lasciato sulla stessa il portafoglio, contenente 100 euro, un assegno da 150 euro e i documenti personali. In quel momento l’altra cliente ha colto la palla al balzo per prendere il portafoglio e poi allontanarsi senza essere notata.
La derubata si è resa conto del furto soltanto quando si è allontanata dal distributore. Poco dopo è tornata e ha chiesto al gestore se per caso avesse trovato il suo portafoglio, credendo di averlo dimenticato. Ottenuta risposta negativa, si è recata dai carabinieri per presentare denuncia.
I militari di San Polo hanno avviato le indagini e per prima cosa hanno acquisito i filmati di videosorveglianza del benzinaio. Così il caso è stato subito risolto: le immagini hanno infatti immortalato la 45enne mentre controllava il contenuto del portafoglio e poi lo rubava. 
La ladra è stata convocata in caserma e denuncia per furto aggravato. 
La vittima del furto ha ritrovato il portafoglio con i documenti all’interno ma non il denaro e l’assegno.

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10 maggio 2018

San Martino in Rio (RE) - L'emancipazione ci condanna allo schianto perpetuo

Finisce fuori strada con l'auto, grave una donna portata al pronto soccorso del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia in codice 3. L'incidente è avvenuto alle 14,50 di giovedì 10 maggio in via Roma 175, lungo la provinciale 49, a San Martino in Rio. 
Sul posto gli agenti della municipale Unione dei Comuni della Pianura Reggiana e le ambulanze della Croce Rossa di Reggio Emilia e di Correggio.
Non è ancora chiaro come la donna, A.M., 55 anni, residente a Campogalliano, abbia perso il controllo della propria auto. La donna viaggiava a bordo di una Fiat Idea grigia in direzione Campogalliano. Improvvisamente ha iniziato a sbandare, non è riuscita a tenere la macchina lungo la carreggiata ed ha finito la corsa nella vigna di fianco alla carreggiata.

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9 maggio 2018

Bari - Due donne rubano in una gioielleria del centro

In manette Lucia Sedicina - 47enne barese con precedenti di polizia - ritenuta responsabile di furto aggravato, in concorso con Annarita Losavio, pregiudicata barese di 34 anni, già destinataria di analogo provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. del Tribunale di Bari, eseguito il 17 gennaio scorso, per il medesimo episodio.
Le indagini - coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ed eseguite dai poliziotti della “Sezione Falchi” della Squadra Mobile - hanno consentito di accertare che una delle due donne, fingendosi cliente di una gioielleria in piazza Aldo Moro, aveva intrattenuto l’addetta alle vendite del negozio, mentre la propria complice, approfittando della distrazione della commessa, si era impossessata di numerosi monili in oro (prelevati dalle vetrine espositive, lasciate inavvertitamente aperte dai commessi durante la descrizione dei prodotti ai clienti) per un valore di Euro 5.341,80; le due donne, riprese dall’impianto di videosorveglianza della gioielleria che le ha immortalate nell’atto di impossessarsi dei gioielli, si erano successivamente dileguate percorrendo le vie limitrofe.

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