7 luglio 2017

Lombardia - Le corrotte di Comunione e Liberazione














Monica Goi, al tempo Responsabile dei Servizi Generali di Direzione di Aler, la funzionaria per la quale è stato provato che “ha influenzato illegittimamente le determinazioni dell’ente in tutti gli episodi contestati”. Per i giudici, avrebbe anche preso una mazzetta da 30mila euro per fini personali.
La sua è una storia esemplare della schizofrenia dell‘Aler lombarda: mentre infatti la Goi era sotto processo a Busto e la società si era dichiarata parte civile contro di lei, la funzionaria veniva contemporaneamente promossa, grazie all’appoggio del suo protettore, il potente ex storico Dg di Aler, Domenico Ippolito, di cui la Goi fu segretaria. Per capirci, Ippolito, che è tutt’ora in attività, è andato in aula a difendere la Goi, definendola “una problem solving”, nonostante le prove schiaccianti a suo carico.
L’ultimo scatto a Responsabile Settore Logistica, Protocollo e URP (con relativa indennità aggiuntiva da 30mila euro) per la Goi è arrivato l’8 giugno 2017, cioè 20 giorni prima della condanna a tre anni e due mesi e al licenziamento in tronco da Aler.

Altro nome degno di nota è quello dell‘avvocato Cristina Clementi, Responsabile Gestione degli Approvvigionamenti dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate. Quando nel novembre 2013 partirono gli arresti per Kaleidos, l’avvocata ciellina finì ai domiciliari.
Scriveva allora la Procura: «come funzionaria si impegnava a formulare la gara di appalto apponendovi clausole tali da favorirne l’aggiudicazione alle società segnalate».
Dall’inchiesta Kaleidos la Clementi è uscita grazie alla prescrizione; nel frattempo, però, è tornata al lavoro nel suo ospedale, anche lei ha ricevuto una promozione con relativo aumento di stipendio e ha continuato a occuparsi di appalti.
Tutto finito? Neanche per idea, perché la Clementi è stata coinvolta a inizio 2016 nell’inchiesta Smile, quella delle dentiere: «Allo scopo di dissuadere aziende terze dal partecipare alla gara, la funzionaria turbava la gara indetta dall’azienda ospedaliera di Vimercate per la gestione del servizio di odontoiatria», scrissero allora i magistrati.


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1 luglio 2017

Biccari (FG) - La vigilessa fa le pulizie in casa durante orario di servizio

Registrava la propria presenza sul posto di lavoro utilizzando il marcatore temporale installato nel Comune di Biccari, in provincia di Foggia, ma in realtà si recava, poi, in una abitazione di alcuni suoi congiunti per svolgere le faccende domestiche.
E’ quanto hanno scoperto i carabinieri della Compagnia di Lucera che hanno eseguito un’ordinanza cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica, a carico di una vigilessa, la quantacinquenne Anna Rita Di Franco, agente della polizia locale, che è stata, quindi, sospesa dal servizio per sei mesi.
Il provvedimento contro la vigilessa è arrivato al termine di un’indagine sviluppata nel marzo scorso dai militari della Stazione di Biccari, anche con l’impiego di sistemi di videoregistrazione nascosti, e che aveva preso avvio da alcune segnalazioni pervenute da cittadini del piccolo centro: alcuni lamentavano comportamenti irregolari tenuti dalla vigilessa Di Franco, che a loro dire abbandonava arbitrariamente il proprio posto di lavoro.
In effetti la segnalazione si è rivelata veritiera. Secondo la ricostruzione fornita dai militari, la donna, che nel periodo di tempo in cui sono state svolte le indagini avrebbe dovuto svolgere 66 ore lavorative, si è arbitrariamente assentata per 26 ore circa, pari al 40 per cento del totale, rendendosi dunque responsabile del reato di truffa aggravata.
Dopo l’interrogatorio dell’indagata, il giudice per le indagini preliminari ha deciso di emettere a suo carico il provvedimento di sospensione dal pubblico impiego.

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29 giugno 2017

Reggio E. - Spavalde, guidando grosse auto, sfondiamo portoni e pedoni


Tragedia sfiorata in via Roma, all’incrocio con via Ferrari Bonini. Una donna alla guida di una Mercedes ha perso il controllo dell’auto schiantandosi contro un portone, sfondandolo e travolgendo quattro persone, due ciclisti e due pedoni, che stavano passando di lì in quel momento. 
Nessuno di loro, per fortuna, è rimasto coinvolto in modo serio: la più grave è una ragazza che ha riportato una frattura alla caviglia.
Stando a quanto ricostruito dalle testimonianze dei presenti, la conducente proveniva da via Ferrari Bonini e stava svoltando in via Roma, quando, nel bel mezzo della curva, ha perso il controllo della macchina: i cavalli della Mercedes l’hanno quindi spinta direttamente contro un pesante portone in legno di duecento anni, spesso diversi centimetri.
Le due persone che si trovavano all’interno della palazzina sono state sbalzate verso il cortile interno, volando per diversi metri. Una, invece, è rimasta incastrata fra il muso dell’auto e il portone sfondato: per estrarla è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco e del 118.

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27 giugno 2017

Bari - Noi emancipate al volante, ci ribaltiamo causando maxi-tamponamento

Auto si ribalta sulla statale 100, provocando un maxitamponamento: diversi feriti e contusi Bari 27 giugno 2017

Un maxitamponamento è avvenuto nel pomeriggio sulla strada statale 100, coinvolgendo una decina di veicoli in transito. A causare l'incidente sarebbe stata un'auto guidata da una donna, che ha perso il controllo del veicolo, finendo ribaltata. 
Diversi altri veicoli sono stati poi coinvolti nel maxitamponamento, che ha provocato feriti e contusi. Alcune persone sono finite in ospedale con fratture in seguito allo scontro, ma non sembrerebbero esserci casi gravi.
Forti rallentamenti al traffico in direzione di Bari per le operazioni di rimozione dei veicoli. Sul posto sono presenti vigili del fuoco, polizia stradale e ambulanze del 118.

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25 giugno 2017

Pisogne (BS) - Noi emancipate al volante, ce ne freghiamo dei disabili e travolgiamo anziane in bici


Parcheggia nel posto disabili, e in retro investe un’anziana

Un episodio di inciviltà, e poi l’investimento di un’anziana signora in bicicletta. Il tutto sotto gli occhi vigili di un testimone, paladino dei sacrosanti diritti dei disabili.
È accaduto nel pomeriggio di venerdì all’esterno del centro commerciale di Pisogne. A raccontare il tutto, suscitando indignazione, Vincenzo Cassis, moderatore sui social di «Sofia non tace», servizio di segnalazione dei comportamenti scorretti nei confronti dei disabili.
«Le proprietarie parcheggiano senza esitazione nel posto segnalato con tanto di cartello in evidenza e di strisce gialle: ovviamente nessuna delle persone all’interno dell’auto è disabile, ed altrettanto ovviamente l’automobile non era munita del contrassegno azzurro. La cosa assurda è che si toglie un parcheggio a un disabile soltanto per essere più vicine all’ingresso del supermercato: trovo questo atteggiamento egoistico, assurdo e menefreghista». Questo il commento di Vincenzo Cassis su Facebook, dove viene postata anche la fotografia che mostra due donne mentre caricano l’auto con la spesa appena fatta all’interno del supermercato.
L’anziana investita e fatta cadere se l’è cavata con qualche escoriazione, medicata sul posto dal personale della Croce blu di Lovere.

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12 giugno 2017

Casalgrande (RE) - Noi emancipate guidiamo spavalde e precipitiamo giù dai ponti



Incidente nella notte, verso le 2, a Veggia di Casalgrande. Un’auto, condotta da una donna di 23 anni di Bomporto di Modena, è precipitata dal ponte che passa sulla ferrovia Reggio-Sassuolo. Per recuperare la vettura, una Y10, sono dovuti intervenire i vigili del fuoco.
La conducente al loro arrivo era già fuori dall'abitacolo. La donna è stata portata in ospedale a Baggiovara e ricoverata. I rilievi dell'incidente sono stati effettuati dai carabinieri di Scandiano.

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6 giugno 2017

Bari - Impiegata Poste filmata mentre ruba dal conto di pensionata

Ruba soldi dal conto corrente di anziana: arrestata impiegata poste 6 giugno 2017

Una 64enne, impiegata in un ufficio postale del Sud Barese come operatrice di sportello, è stata arrestata dai Carabinieri poiché accusata di aver utilizzato illecitamente la carta bancomat di un'anziana 73enne, prelevando denaro dal conto corrente senza autorizzazione.
In base a quanto ricostruito dai militari, la donna, dopo aver ricevuto la tessera dalla pensionata, avrebbe effettuato una prima operazione all'insaputa di quest'ultima, ritirando 485 euro e ponendoli sotto il banco di lavoro della sua postazione, gettando nel cestino la ricevuta della transazione e nascondendo il denaro nella sua borsa, custodita in un armadietto.
Successivamente, l'impiegata ha reinserito la tessera nel POS per effettuare l'operazione richiesta, ovvero un prelievo di mille euro dal quale stornare la somma di 485 euro per il pagamento di alcuni bollettini, non considerando di essere 'controllata' dalle telecamere installate dai Carabinieri, i quali, al termine del lavoro, hanno controllato l'impiegata, rinvenendo il contante asportato, una copiosa documentazione tra cui ricevute, estratti conto, libretti e tessere bancomat intestate ad altre persone, potenziali vittime di furti dal conto corrente.
Per gli inquirenti, la 64enne avrebbe effettuato altri due prelievi abusivi ai danni dell'anziana vittima. La donna è stata quindi posta agli arresti domiciliari.
Le indagini sono state condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari Centro e della Stazione di Bari San Nicola, con la piena collaborazione di Poste Italiane.
L'impiegata è stata immediatamente sospesa dalle attività senza retribuzione.

video



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Rubiera (RE) - Noi emancipate, guidiamo e ci cappottiamo

Stava guidando fra via Salvaterra e via Secchia, a Rubiera, quando ha perso il controllo del mezzo e si è schiantata contro un muretto.
Tutto è successo attorno alle 4 di notte. Al volante una donna di 59 anni che è rimasta incastrata fra le lamiere dell'auto, capovolta dopo l'impatto.
Sul posto i vigili del fuoco, che hanno estratto la donna, i carabinieri e il 118 che l'ha portata all'ospedale non in gravi condizioni.

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3 giugno 2017

Bagnolo in P. (RE) - Lui è "indeciso", lei gli ruba la pistola d'ordinanza

Dall'armadio mancava la pistola d'ordinanza e così un cinquantenne, guardia giurata di Bagnolo in Piano, nella tarda serata di ieri ha chiamato i carabinieri per denunciare il furto.
Un furto apparso subito strano, come emerso nel corso del sopralluogo. Nessuna effrazione, casa in perfetto ordine e lo stesso armadio dove era riposta in origine l'arma era regolarmente chiuso. Così, dopo aver saputo dal derubato che l'ultima ad entrare a casa era stata una sua «amica», le attenzioni dei carabinieri si sono rivolte nei confronti della donna, una 50enne di Bagnolo.
Le conferme ai sospetti sono giunte dall'esito della perquisizione domiciliare a casa della sospettata. Infatti, nascosta sulle tegole del tetto della mansarda, facilmente raggiungibile dalla finestra del bagno, i militari hanno trovato la Beretta calibro 40 S & W.
La donna è stata condotta in caserma e arrestata per furto aggravato in abitazione e detenzione abusiva di armi.
Secondo le prime indagini, aveva sottratto la pistola in segno di rivalsa nei confronti dell'uomo «indeciso» ad avere con lei una relazione sentimentale stabile.

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2 giugno 2017

Reggio E. - Noi emancipate sfondiamo case con l'auto

Ha perso il controllo del furgone, schiantandosi prima contro un’auto e poi abbattendo la recinzione di una casa, finendo la sua corsa contro il muro della stessa abitazione. È l'incidente avvenuto nel primo pomeriggio di ieri a Villa Cella, intorno alle 14.15. Lo schianto è avvenuto all’altezza dell’incrocio tra via Giambattista Vico e via Bassetta.
La conducente del furgone – una 57enne di Sant’Ilario – ha perso il controllo del veicolo schiantandosi contro l’auto, una Renault, che procedeva nella direzione opposta con l’intenzione di svoltare in via Cella all’Oldo. Dopo aver colpito l’auto, la corsa del furgone è proseguita finendo fuori dalla carreggiata, abbattendo prima la recinzione attorno ad una casa e poi il muro dell’edificio, da tempo disabitato e nel quale per fortuna in quel momento non era presente nessuno.
Una carambola spaventosa: il furgone, un Fiat Scudo, ha sfondato la parete esterna dell’abitazione, andando completamente distrutto al pari dell’altra auto, dalla quale il conducente è uscito miracolosamente illeso.
Soccorsa dal personale del 118, invece, la donna al volante dello Scudo, le cui condizioni in un primo momento non sembravano destare particolare apprensione, salvo poi aggravarsi con il passare dei minuti. Estratta dalle lamiere del veicolo, la donna è stata quindi immediatamente trasportata in ambulanza all’ospedale Santa Maria Nuova, dove le è stato riscontrato un politrauma dovuto alle numerose fratture riportate nell'impatto.
Sul posto, oltre al personale del 118, intervenuto con l’ambulanza e l’automedica, anche gli agenti della polizia municipale e i vigili del fuoco. Questi ultimi sono stati impegnati per gran parte del pomeriggio a mettere in sicurezza l’edificio contro il quale era finita la corsa del furgone: una casa di proprietà di un residente che vive in un edificio accanto, tra i primi ad uscire di casa dopo aver sentito il boato provocato dal terribile schianto.

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S. Ilario d'E. (RE) - Noi emancipate ci ribaltiamo orgogliosamente

A Calerno di Sant'Ilario un'auto con due donne a bordo è finita fuori strada e si è ribaltata poco dopo le 16.
Subito sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, un'ambulanza e un'automedica da Montecchio. Le due donne sono state tirate fuori dalla vettura e soccorse. Una è subito apparsa praticamente illesa, mentre l'altra ha subito ferite più serie, anche se è rimasta cosciente e collaborativa.
La dinamica dell'incidente è al vaglio della polizia stradale. L'auto viaggiava da Parma verso Reggio.

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21 maggio 2017

Medolla (MO) - Trova zingara in casa: la 71enne la insegue

Sorprendere una ladra in casa, inseguirla, bloccarla in strada e scatenare un linciaggio di piazza, sedato infine dall’intervento dei carabinieri che arrestano la rapinatrice.
Sembrano le fasi di un film poliziesco, con lieto fine, e invece è quanto è successo realmente ieri a Medolla, nel Modenese, quando una 71enne, residente in via Buozzi, ha pizzicato all’interno della sua abitazione un’ospite indesiderata, una 36enne di Reggio Emilia, nomade, evidentemente in “trasferta lavorativa”. Con un unico scopo: compiere un furto.
Furto che è stato sventato dalla 71enne e si è trasformato in un vero e proprio inseguimento, con arresto da parte dei carabinieri di Medolla della ladra, che ora è in carcere a Modena accusata di rapina impropria. 
La vittima, infatti, dopo aver sorpreso la nomade in casa sua, l’ha indotta alla fuga ma non si è data per vinta. È scesa in strada, si è messa alla guida della sua automobile e, mentre era al telefono con i carabinieri per lanciare l’allarme, ha inseguito la ladra che nel frattempo era scappata in bicicletta. 
Una fuga durata appena qualche centinaia di metri lungo via Buozzi. Dove la vittima ha infine bloccato la malvivente, mettendo la vettura di traverso. Ne è nata quindi una colluttazione tra le due: la nomade ha infatti spinto contro una cancellata la 71enne che ha riportato una lesione all’alluce sinistro, rimediando dieci giorni di prognosi. Intanto, però, la scena ha attirato decine persone, che hanno circondato la nomade, intenzionate a linciarla e a non fargliela passare liscia. 
Tumulto sedato soltanto dall’intervento dei carabinieri: per la 36enne sono scattate così le manette, ma ha almeno evitato le botte.

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19 maggio 2017

Bari - Tre donne tentano di rubare pneumatici da auto in sosta


Nel rione Libertà la polizia ha fermato tre ragazze - una 28enne pregiudicata, una 25enne e una 15enne - nella tarda nottata, sorprendendole mentre cercavano di rubare gli pneumatici da una Lancia Y parcheggiata in zona.
Sono state denunciate in stato di libertà.

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17 maggio 2017

Reggio Emilia - Noi emancipate ci cappottiamo



Incidente alle 11 in via Cisalpina, davanti al tribunale. Una Fiat Punto, per causa ancora in corso di accertamento, ha perso il controllo schiantandosi contro un palo della luce e ribaltandosi. Alla guida una donna, che è rimasta incastrata dentro al mezzo, ferita in modo grave ma non in pericolo di vita.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco che hanno parzialmente sollevato la Fiat e tagliato le lamiere dell'auto per permettere ai sanitari del 118, intervenuti con auto medica e autoambulanza, di estratta la donna e portarla all'ospedale santa Maria nuova.
Sul posto dovranno arrivare anche i tecnici dell'Enel per mettete in sicurezza il lampione, abbattuto dopo l'incidente.

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Luzzara (RE) - Noi emancipate ci ribaltiamo

Due ragazze sono rimaste ferite in un incidente avvenuto ieri sulla provinciale che da Luzzara porta a Reggiolo. Si tratta della ventenne R.L., residente a Gualtieri, studentessa dell’istituto Carrara di Guastalla, e dell’amica M.D.N. di origini vietnamite e residente a Guastalla.
L’incidente è avvenuto poco prima delle 14 ad alcune centinaia di metri dallo svincolo per San Girolamo nel territorio di Luzzara, a pochi chilometri dalla frazione di Villarotta. R.L., alla guida della sua Peugeot 206 in direzione Reggiolo, forse a causa di una distrazione ha tagliato una curva invadendo la parte opposta della carreggiata, e dopo un volo di una trentina di metri è finita nella scarpata sottostante a ridosso da un filare di pioppi.
L’auto dopo aver sbattuto la parte anteriore sul terreno sottostante si è capovolta ruote all’aria. La conducente è stata sbalzata fuori dall’abitacolo mentre l’amica è rimasta incastrata nella Peugeot, stretta al sedile dalle cinture di sicurezza.
L’incidente è avvenuto sotto gli occhi di numerosi automobilisti di passaggio, che, oltre a dare l’allarme alla centrale operativa del 118, si sono prodigati a prestare aiuto alle due ragazze. Sul posto sono arrivati un’ambulanza della Croce Rossa di Guastalla e l’elisoccorso da Parma, che è atterrato in un campo vicino alla strada.

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12 maggio 2017

Lecce - La presidente dell'Associazione Antiracket arrestata per truffa



La presidente dell’Associazione Antiracket Salento, Maria Antonietta Gualtieri è stata arrestata dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Lecce. L’accusa è di truffa finalizzata a ottenere un finanziamento da due milioni di euro destinato alle vittime del racket e dell’usura, indebitamente percepito dal 2012.
Agli arresti domiciliari Simona Politi, segretaria dell’associazione antiracket. Le ordinanze sono state firmate dal gip Giovanni Gallo su richiesta dei sostituti procuratori Massimiliano Carducci e Roberta Licci.
L’associazione, sulla base di una convenzione firmata nel 2012 con l’ufficio del commissario antiracket del Ministero dell’Interno, gestisce i tre sportelli di Lecce, Brindisi e Taranto, con l’obiettivo di prestare assistenza alle vittime e favorire l’accesso ai finanziamenti previsti dal Fondo di solidarietà. Un sostegno da darsi anche attraverso figure professionali come avvocati, commercialisti, esperti del settore bancario. 
Secondo gli inquirenti, invece, l’attività di indagine ha svelato l’esistenza di un “sodalizio criminale capeggiato dalla presidente dell’associazione” che, con il coinvolgimento di altre persone all’interno dell’Antiracket, “ma anche di amministratori pubblici amministratori e imprenditori privati”, ha messo in atto diverse condotte con l’obiettivo di accedere attraverso una frode ai finanziamenti “in grave danno del Bilancio statale e della Comunità Europea”.
L’Associazione e i relativi sportelli non sarebbero stati di fatto operativi, ma piuttosto costituiti con l’unico obiettivo di incassare i finanziamenti pubblici. Secondo l’accusa, nei rendiconti sono finite spese fittizie per il personale e sono state utilizzate fatture per operazioni inesistenti sull’acquisizione di beni e servizi tra cui la realizzazione di lavori presso gli sportelli di assistenza o la promozione di inesistenti campagne pubblicitarie e la rendicontazione di spese per viaggi e trasferte mai eseguite.
Non solo: sarebbe stato falsamente attestato il raggiungimento degli obiettivi richiesti dal progetto in termini di assistenza ai nuovi utenti e numero di denunce raccolte.
L’associazione, per accedere ai contributi, aveva stipulato contratti di collaborazione con dipendenti fittizi e compiacenti professionisti, emettendo false buste paga o ricevendo fatture per prestazioni professionali inesistenti. Le somme indebitamente percepite dai finti collaboratori venivano successivamente restituite in contanti alla stessa presidente dell’Associazione. Venivano fatte salve, poi, le ritenute previdenziali e assistenziali.
E quando la presidente ha saputo della convocazione presso gli uffici del Nucleo di Polizia Tributaria di alcuni suoi collaboratori per essere sentiti quali persone informate sui fatti, avrebbe ‘istruito’ i testimoni affinché rendessero dichiarazioni false per nascondere le irregolarità messe in atto per l’indebita percezione dei fondi erogati dal Ministero.

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10 maggio 2017

Boretto (RE) - Noi emancipate, guidiamo e finiamo fuori strada

Rocambolesco incidente ieri sera, dopo le 20, a Boretto, all’altezza dell'imbocco per la Cispadana in direzione Mantova. Una Fiat Stilo familiare, condotta dalla 45enne di Lentigione A.S., è uscita di strada e ha terminato la propria corsa su un fianco, oltre il guard-rail.
La donna non ha riportato particolari traumi se non uno shock, ed è uscita illesa, così come i due cani che aveva con sé.
Da stabilire le cause dell’uscita di strada, avvenuta all’altezza del cavalcavia che precede lo svincolo di qualche decina di metri. La dinamica avrebbe anche potuto provocare un incendio poiché le ruote hanno continuato a girare a tutta velocità contro il jersey, in quanto la conducente non riusciva a staccare il piede dall’acceleratore. Per questo si era creato già un certo fumo che a lungo andare avrebbe potuto originare le fiamme.
Un automobilista e un residente hanno avuto il coraggio e la prontezza di togliere le chiavi dal cruscotto e spegnere l’auto.
La donna è stata medicata in ambulanza (sul posto anche l’elicottero del 118, ma il trasporto non si è reso necessario); rilievi dei carabinieri.

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Novellara (RE) - Ruba al Lidl e dimentica borsa con documenti sul carrello

E' riuscita a scappare dopo aver commesso un furto al supermercato Lidl di Novellara ma è stata scoperta perché ha dimenticato la borsa, con i suoi documenti, appesa nel carrello. Una dimenticanza costata cara alla ladra: grazie ai documenti i carabinieri della stazione di Novellara hanno denunciato a piede libero per il reato di concorso in furto aggravato una casalinga 30enne di Quattro Castella.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Novellara, la trentenne, con una complice, dopo aver caricato due carrelli con generi alimentari (prevalentemente carne) e detersivi, per un valore stimato in circa 500 euro, è uscita da una porta di emergenza caricando la merce in macchina e scappando.
La ladra ha però dimenticato, appesa sul carrello lasciato vuoto nel parcheggio, la sua borsetta contenente effetti personali vari e soprattutto i documenti d’identità. Le telecamere del Lidl hanno infine permesso di accertare che i documenti appartenevano alla persona che ha commesso il furto. Le indagini ora proseguono per rintracciare la complice.

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5 maggio 2017

Campagnola (RE) - Beccata ubriaca alla guida, insulta i Cc su Facebook

Multata per essere stata sorpresa condurre la propria vettura in evidente stato d’ebbrezza, ha scelto la rete per esternare il proprio “disappunto” nei confronti dei Carabinieri, scrivendo frasi offensive e diffamatorie.
Sul proprio profilo Facebook la 32enne reggiana, come accertato dall’acquisizione dei post “incriminati”, ha offeso e diffamato i Carabinieri di Campagnola Emilia ora è stata denunciata anche per il reato di diffamazione.
E’ successo l’altra notte quando una pattuglia di Campagnola Emilia ha fermato la donna in compagnia del suo fidanzato: entrambi apparivano ubriachi. La donna, che era alla guida, ha rifiutato di sottoporsi all’alcoltest, rifiuto che prevede, ai sensi del codice della strada, i provvedimenti più gravi.
Oltre alla denuncia per guida in stato d’ebbrezza, alla 32enne è stata ritirata la patente di guida per la successiva sospensione (rischia da uno a due anni), nonché sequestrata la vettura che, in caso di condanna, le sarà confiscata.

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2 maggio 2017

Catania - La hacker svuota carte di credito


Grazie alle abili doti telematiche riusciva a entrare abusivamente nei conti online delle carta di credito prepagate che poi “alleggeriva”. A scoprirlo i carabinieri della stazione di Guastalla (RE) che hanno denunciato una 35enne di Catania per frode informatica.
Le indagini sono scattate dopo la denuncia di una insegnante reggiana 50enne che ha scoperto un ammanco di 500 euro sul suo conto corrente. I militari della stazione di Guastalla hanno così scoperto che la siciliana era riuscita a decodificare le credenziali delle due carte di credito della vittima, effettuando poi trasferimenti sul proprio conto corrente.

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