17 maggio 2018

Reggio E. - Zingare ladre lanciano passeggino e bambino per scappare

Ha rubato, assieme a un’amica e a suo figlio piccolo, dei vestiti dal centro commerciale Ariosto. Quando però è scattato l’allarme anti taccheggio ed è stata raggiunta dalle guardie giurate, non ha esitato a lanciare, attraverso la barriera, il passeggino con il bimbo a bordo per darsi alla fuga.
Questo episodio, che ha visto la trasformazione di un figlio in una sorta di arma impropria, è accaduto nel centro commerciale di via Morandi, mercoledì alle 11.50. La responsabile del punto vendita ha spiegato alla polizia intervenuta sul posto di aver notato due donne, probabilmente di origine rom, che dopo essersi aggirate nel punto vendita con un passeggino con un bambino, hanno fatto scattare le barriere anti taccheggio.
La responsabile a quel punto ha allertato la guardia giurata, che ha invitato le due donne a rientrare all’interno del negozio per verificare che non si trattasse di un malfunzionamento del sistema di allarme. Dopo un’accesa discussione improvvisamente una delle ladre ha lanciato il passeggino, con il bimbo ancora a bordo, attraverso le barriere, facendole riattivare ed estraendo dalla sacca inferiore dei vestiti, gettandoli a terra per poi fuggire insieme all’altra donna e al bambino.
La merce rubata, per un valore complessivo di 52 euro, è stata restituita al negozio.

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16 maggio 2018

Ostuni (BR) - Una 22enne perde il controllo dell'auto e finisce fuori strada

Una donna di 22 anni ha perso il controllo della propria auto sulla provinciale che collega la cittadina adriatica a Torre Pozzelle, è finita fuori strada ed è morta a seguito dell’impatto.

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15 maggio 2018

Reggio E. - Due ragazze aggrediscono controllore sull'autobus


Hanno aggredito e poi rubato il tablet a un controllore dell'autobus. Protagoniste dell'episodio, avvenuto qualche settimana fa Reggio Emilia, due ragazze di 15 anni.
Una delle due minorenni aveva esibito un abbonamento ceduto da un'amica. Il controllore se n'è accorto e, quando stava per compilare il verbale per la multa, le due ragazze l'hanno spintonato e poi gli hanno rubato il tablet, restituito in un secondo momento. Quindi sono scappate.
Seta, l'azienda di trasporto pubblico locale, ha denunciato il fatto alla polizia. Gli agenti hanno rintracciato le due ragazzine denunciandole alla procura dei minori.

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13 maggio 2018

San Polo d'E. (RE) - Noi donne cogliamo al volo ogni occasione per rubare

Mentre faceva il pieno di benzina a un distributore ha visto un’altra cliente che appoggiava il portafoglio su una colonnina e ne ha approfittato per rubarlo.
La responsabile del furto è una donna di 45 anni, reggiana, rapidamente individuata grazie al sistema di videosorveglianza del distributore e denunciata dai carabinieri di San Polo. 
La vittima del furto, un’impiegata di 25 anni, non si è accorta subito di quanto accaduto. La giovane dopo essersi fermata per il rifornimento, ha inserito i contanti nella colonnina e ha lasciato sulla stessa il portafoglio, contenente 100 euro, un assegno da 150 euro e i documenti personali. In quel momento l’altra cliente ha colto la palla al balzo per prendere il portafoglio e poi allontanarsi senza essere notata.
La derubata si è resa conto del furto soltanto quando si è allontanata dal distributore. Poco dopo è tornata e ha chiesto al gestore se per caso avesse trovato il suo portafoglio, credendo di averlo dimenticato. Ottenuta risposta negativa, si è recata dai carabinieri per presentare denuncia.
I militari di San Polo hanno avviato le indagini e per prima cosa hanno acquisito i filmati di videosorveglianza del benzinaio. Così il caso è stato subito risolto: le immagini hanno infatti immortalato la 45enne mentre controllava il contenuto del portafoglio e poi lo rubava. 
La ladra è stata convocata in caserma e denuncia per furto aggravato. 
La vittima del furto ha ritrovato il portafoglio con i documenti all’interno ma non il denaro e l’assegno.

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10 maggio 2018

San Martino in Rio (RE) - L'emancipazione ci condanna allo schianto perpetuo

Finisce fuori strada con l'auto, grave una donna portata al pronto soccorso del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia in codice 3. L'incidente è avvenuto alle 14,50 di giovedì 10 maggio in via Roma 175, lungo la provinciale 49, a San Martino in Rio. 
Sul posto gli agenti della municipale Unione dei Comuni della Pianura Reggiana e le ambulanze della Croce Rossa di Reggio Emilia e di Correggio.
Non è ancora chiaro come la donna, A.M., 55 anni, residente a Campogalliano, abbia perso il controllo della propria auto. La donna viaggiava a bordo di una Fiat Idea grigia in direzione Campogalliano. Improvvisamente ha iniziato a sbandare, non è riuscita a tenere la macchina lungo la carreggiata ed ha finito la corsa nella vigna di fianco alla carreggiata.

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9 maggio 2018

Bari - Due donne rubano in una gioielleria del centro

In manette Lucia Sedicina - 47enne barese con precedenti di polizia - ritenuta responsabile di furto aggravato, in concorso con Annarita Losavio, pregiudicata barese di 34 anni, già destinataria di analogo provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. del Tribunale di Bari, eseguito il 17 gennaio scorso, per il medesimo episodio.
Le indagini - coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ed eseguite dai poliziotti della “Sezione Falchi” della Squadra Mobile - hanno consentito di accertare che una delle due donne, fingendosi cliente di una gioielleria in piazza Aldo Moro, aveva intrattenuto l’addetta alle vendite del negozio, mentre la propria complice, approfittando della distrazione della commessa, si era impossessata di numerosi monili in oro (prelevati dalle vetrine espositive, lasciate inavvertitamente aperte dai commessi durante la descrizione dei prodotti ai clienti) per un valore di Euro 5.341,80; le due donne, riprese dall’impianto di videosorveglianza della gioielleria che le ha immortalate nell’atto di impossessarsi dei gioielli, si erano successivamente dileguate percorrendo le vie limitrofe.

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8 maggio 2018

Cattolica (RN) - Inventa stupro, ma era in spiaggia col fidanzato

(ANSA) Aveva passato la notte a una festa in spiaggia col fidanzato e, per giustificarsi con i genitori, ha raccontato di essere stata violentata da quattro persone.
La presunta vittima è finita invece denunciata per simulazione di reato da parte dei carabinieri di Cattolica.
Lei - una 31enne nata a Pesaro e residente a Vallefoglia (PU) - rischia un processo per aver raccontato una "bugia" di tale portata da generare allarme. La donna, il 25 aprile scorso, si era presentata alla Tenenza di Cattolica raccontando di essere stata vittima di violenza sessuale da parte di un gruppo di giovani non meglio indicati. Gli accertamenti condotti dai militari, però, hanno permesso di scoprire che era stata un'invenzione della 31enne allo scopo di giustificare una prolungata assenza da casa, in compagnia del fidanzato.

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7 maggio 2018

Nardò (LE) - Madre finge la morte del figlio per intascare colletta del parroco


"Mio figlio di 6 anni è morto per un tumore al cervello, ma non ho soldi per il funerale".
Una storia commovente, al punto che il parroco del Sacro Cuore di Gesù ha deciso di organizzare a sue spese l'ultimo saluto al piccolo e di avviare una colletta tra i fedeli per aiutarla. 
Ma era tutto falso. E a far scoprire tutto è stato il marito marocchino della donna, originaria di Genova, ma residente a Nardò (Lecce).
L'uomo, ignaro delle bugie della moglie, si è infatti presentato in Comune insieme al figlioletto, vivo e perfettamente in salute. Comune che si era mosso proprio per aiutare la famiglia in un momento di difficoltà e che ha scoperto la truffa proprio nel giorno in cui si sarebbe dovuto svolgere il funerale. Non paga, la donna ha sostenuto davanti all'assessore di essere lei la truffata da qualcuno che aveva preso la sua identità.
La storia è finita ieri in un'inchiesta de Le Iene (guarda il video). "Lo so che ho sbagliato", ha detto la donna alle telecamere di Mediaset, "Però non devo spiegazioni a nessuno, tanto meno ai giornali".

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6 maggio 2018

Montecchio E. (RE) - L'operaia con la droga nell'armadio

Un etto circa di droga, tra hascisc e cocaina, un bilancino di precisione e 200 euro in contanti, in banconote da 20 euro, ritenuti provento dello spaccio. È l’esito dell’ennesima operazione antidroga condotta venerdì sera dai carabinieri di Reggio Emilia in zona stazione, tra via Paradisi e via Turri.
A finire nei guai è stata una 27enne operaia reggiana, incensurata, finita in manette con l’accusa di spaccio di stupefacenti.
Il blitz è scattato venerdì sera in zona stazione. È qui che i carabinieri reggiani hanno notato una donna che si aggirava in compagnia di un uomo: due sono stati visti mentre stavano entrando insieme in un’abitazione che si trova in via Paradisi. Dopo qualche minuto, la coppia è uscita dalla palazzina, salendo subito dopo a bordo di un’automobile, sulla quale c’era anche una terza persona.
Movimenti che hanno subito insospettito i carabinieri, che hanno quindi deciso di seguire immediatamente l’auto con l’obiettivo di fermarla e procedere ai necessari controlli. Ed è proprio durante i controlli ai tre passeggeri a bordo dell’auto che la 27enne reggiana è stata trovata in possesso di droga.
Se non è stato infatti trovato nulla di illecito nelle disponibilità dei due uomini, diverso è stato invece l’esito dell’attività di controllo eseguita nei confronti della donna. Quest’ultima è stata sorpresa dai carabinieri mentre nel pugno della mano stava cercando di nascondere un involucro di cellophane. Avvolti nella pellicola c’erano tre grammi di cocaina. Non solo. Una volta scoperta la droga nascosta nella mano, i controlli sono proseguiti. E all’interno della borsa della donna è stato trovato anche un bilancino di precisione, quattro grammi di hascisc e 200 euro in contanti. 
Di lì la decisione dei carabinieri di condurre la donna in caserma, per poi partire alla volta di Montecchio, in modo da dare corso a una perquisizione domiciliare all’interno dell’abitazione della 27enne. 
Un’attività che ha portato i suoi frutti. Dentro un cassetto, all’interno dell’armadio della camera della 27enne, sono stati infatti ritrovati due pezzi di hascisc – uno di 32 grammi, l’altro di 50 grammi – per un peso complessivo di oltre 80 grammi.
Alla luce della flagranza di reato, quindi, la donna è stata tratta in arresto. L’arresto è stato convalidato ieri dal tribunale di Reggio Emilia, che ha disposto la liberazione della donna, senza adottare alcuna misura cautelare in attesa del processo.

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5 maggio 2018

Bitonto (BA) - Madre e figlia nascondono in casa 2 kg di marijuana

La polizia ha arrestato due donne albanesi, madre e figlia, rispettivamente di 44 e 23 anni, ritenute responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Durante una perquisizione domiciliare nell’abitazione delle due donne, infatti, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato quasi 2 chilogrammi di marijuana, nascosta all’interno di alcune buste in plastica.
Dopo le formalità di rito, sono state arrestate e sottoposte alla misura degli arresti domiciliari.

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4 maggio 2018

Reggio E. - Due donne rubano cosmetici per 200 €: prese

Hanno tentato la fuga in auto subito dopo il furto di cosmetici, ma le ladre, inseguite dai carabinieri, sono state fermate in via Emilia: sotto al seggiolino, sul lato passeggero, avevano nascosto la refurtiva.
Le due donne - Pierina Villani, 26 anni, e Giada Losetto, 24 anni, entrambe residenti in città - sono state dichiarate in arresto per il reato di furto: ora si trovano ai domiciliari, in attesa del rito direttissimo fissato per la giornata odierna. 
I fatti risalgono al pomeriggio di mercoledì, quando un responsabile del Tigotà - lo store di prodotti per la casa e per l’igiene personale situato in via Fratelli Cervi - ha allertato il 112 riferendo che due donne, dopo aver attraversato la barriera della cassa pagando solo un flacone di detersivo, erano scappate a bordo di un’auto con altri prodotti cosmetici rubati nell’esercizio commerciale. L’azione furtiva era stata notata da una guardia giurata, che però non aveva avuto il tempo di bloccare le ladre che, una volta uscite, si erano allontanate velocemente verso il parcheggio ed erano sgommate via, tallonate dal vigilantes. 
Una pattuglia del Nucleo Operativo Radiomobile dei carabinieri si è messa però subito sulle tracce delle fuggitive e, poco dopo, i militari hanno intercettato sulla via Emilia un’auto che corrispondeva alla descrizione: una Lancia Ypsilon di colore nero, che viaggiava in direzione Parma. A bordo, due donne con addosso i medesimi abiti delle ricercate.
Bloccata la macchina, i sospetti dei carabinieri si sono rivelati azzeccati: durante la perquisizione del veicolo è saltato infatti fuori un sacchetto nascosto sotto il sedile, contenente creme, profumi, kit di trucchi, shampoo e altro, per un valore di circa 200 euro.
Vista la flagranza di reato è scattata la misura cautelare nei confronti delle due donne, mentre la refurtiva è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari.

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3 maggio 2018

Reggio E. - Commessa finge rapina e si appropria dell'incasso

Ha chiamato la polizia dichiarando di essere appena stata rapinata da un uomo di colore, alto e vestito di scuro, che le aveva sottratto quattromila euro di incasso mentre stava andando a depositarli in banca. Peccato che non esistessero nessun rapinatore straniero, nessuna violenza e nessuna rapina. Si era inventata tutto per intascarsi i soldi.
Una vera e propria messinscena, ordita dalla dipendente del negozio di scarpe “Shoes... No-Box” di via don Andreoli.
Un racconto che però non ha ingannato gli investigatori della squadra mobile di Reggio, guidati dal dirigente Guglielmo Battisti, che, grazie all’ausilio delle telecamere e a una serie di interrogatori serrati, hanno fatto crollare la donna.
La finta rapinata, domenica 29 aprile ha raccontato ai poliziotti che verso le 11.35 un criminale l’aveva aggredita mentre si stava recando a piedi alla filiale Carisbo di piazza Martiri del 7 luglio per effettuare il versamento del contante di cassa. La commessa ha spiegato che lo straniero, dopo averla seguita lungo la strada, l’aveva spinta alle spalle, intimandole di dargli la busta contenente il denaro, circa quattromila euro; ha aggiunto che, intimorita dal fare violento del malvivente, lei gliel’aveva consegnata rifugiandosi poi all’interno del negozio. La donna ha poi descritto dettagliatamente il rapinatore agli agenti, parlando di un corpulento uomo di colore.
Molte però le stranezze di questo racconto, che hanno fatto insospettire gli agenti della Mobile. In primo luogo, il fatto che la donna avesse scelto proprio la domenica, giorno in cui le banche sono chiuse, per effettuare il versamento del contante. Un altro particolare non secondario: come aveva fatto il presunto criminale a sapere che la commessa sarebbe uscita proprio quel giorno e in quell’orario per versare il contante in banca?
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza del centro storico, assieme alle contraddizioni in cui è caduta la 23enne – sentita più volte dagli inquirenti – hanno completato il quadro. Lunedì, pressata dalle domande della polizia, la donna è definitivamente crollata. Ha ammesso di essersi inventata tutto e ha confessato la verità, raccontando di aver pianificato la messinscena - sabato, con il fidanzato - a causa di ristrettezze economiche.

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1 maggio 2018

Reggio E. - Zingara "abbraccia" anziano e gli sfila il portafogli

Ha individuato la sua vittima, un anziano signore reggiano, e lo ha seguito attendendo il momento giusto per colpire. Che è arrivato quando l'uomo ha imboccato via Gonzaga. Così si è avvicinata e, approfittando dell'età dell'uomo, lo ha facilmente derubato del portafogli.
Verso le 8.30 di lunedì 30 aprile la polizia di Stato è intervenuta in via dei Gonzaga per segnalazione di furto con destrezza ai danni di un anziano. Sul posto gli agenti hanno rintracciato la vittima, la quale ha raccontato loro che poco prima una donna, presumibilmente di etnia rom, lo aveva circuito abbracciandolo per poi sottrargli il portamonete contenente pochi euro.
Indaga ora la polizia, grazie anche all'ausilio delle telecamere di videosorveglianza della zona, per cercare di risalire alla ladra.

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30 aprile 2018

Rolo (RE) - Noi vetero-femministe vogliamo fare le emancipate anche a 80 anni, e così finiamo nel canale



Grave incidente stamattina, intorno alle 11, a Rolo lungo via Bosco.
Una donna del paese di 80 anni, mentre era alla guida della sua Toyota Yaris, è finita nel canale che costeggia via Bosco. La donna è rimasta incastrata nell'auto immersa in buona parte nell'acqua del canale e per liberarla è stato necessario fare intervenire i vigili del fuoco arrivati da Carpi e da Guastalla. Sul posto anche l'elisoccorso di Parma.
Dopo averla liberata, la pensionata è stata affidata alle cure dei sanitari giunti sul posto anche con l'automedica e l'ambulanza. Le sue condizioni non sono parse tali da pregiudicarne la vita. La donna è stata poi portata all'ospedale a bordo dell'ambulanza.

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27 aprile 2018

Parma - Percepiscono indennità INPS come "licenziate", ma continuano a lavorare

I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Parma, a conclusione di un’attività ispettiva a carico di una società di ristorazione in zona dell’Ospedale, hanno denunciato in stato di libertà due impiegate ritenute responsabili di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e falsità in scrittura privata.
In particolare, in occasione di un primo controllo del 19 aprile e di un successivo controllo effettuato nella giornata di ieri, è chiaramente emerso che il 19 aprile una donna, 24enne campana, era impegnata nell’attività lavorativa all’interno dell’attività commerciale, nonostante risultasse essere stata licenziata e aver per questo percepito indebitamente l’indennità di disoccupazione per un importo pari a 5.177 euro.
Quando i carabinieri - temendo che la pratica fosse diffusa - si sono presentati sul posto nuovamente il 26 aprile, hanno trovato lo stesso copione: a lavorare questa volta c’era una donna moldava 36enne, anche lei formalmente licenziata e che per questo aveva percepito indebitamente l’indennità di disoccupazione dall’Inps per un importo pari a 2.344 euro.
Le donne hanno poi aggravato le loro posizione raccontando ai Carabinieri versioni davvero inverosimili. Storie come quella in cui si sarebbero trovate lì per caso e hanno deciso di dare una mano al proprietario.

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25 aprile 2018

Reggio E. - Noi donne, portatrici di pace, andiamo in tribunale col coltello nella borsa


Una donna di 52 anni ha tentato di entrare in tribunale con un coltello: subito scoperta al metal detector, è stata denunciata dai carabinieri del Nucleo Radiomobile per il reato di porto abusivo di armi.
Lunedì alle 9.30 una donna, che si stava recando in tribunale per svolgere incombenze private, ha fatto risuonare la barriera del metal detector, posta all’ingresso. Le guardie giurate - che hanno il compito di ispezionare chiunque entri - hanno approfondito i controlli: e dalla borsetta della donna è spuntato un coltello, lungo 21 centimetri.
La donna non è stata in grado di giustificare il possesso dell’arma e sul posto sono sopraggiunti i carabinieri, che hanno identificato la 52enne, l’hanno portata in caserma e hanno sequestrato l’arma bianca.

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24 aprile 2018

Torino - La dottoressa ruba in casa del paziente

Era il medico di base, una donna di 61 anni, a compiere i furti a casa di un 85enne. Lo hanno scoperto i carabinieri di Torino, ai quali si era rivolta la figlia della vittima.
Una telecamere installata nell’abitazione dell’anziano ha appurato che la dottoressa, durante le visite a domicilio al suo paziente, ne approfittava per derubarlo.
I militari dell’Arma l’hanno bloccata subito dopo che si era impossessata di 115 euro in contanti. Quattro i furti di cui è accusata nel solo mese di febbraio.
La dottoressa è stata collocata ai domiciliari e in seguito scarcerata in attesa del processo. Ne dà notizia l’Ansa.

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20 aprile 2018

Roma - La regina degli assenteisti si occuperà di Lavoro

Vittoria Bogo Deledda - la senatrice salita agli «onori» delle cronache per lo scoop delle Iene che avevano documentato come la senatrice sia stata 243 giorni in malattia e sia guarita improvvisamente con la candidatura - andrà in commissione Lavoro.
Proprio lei che, dirigente dei Servizi sociali del Comune di Budoni, in provincia di Sassari, si era astenuta dalle proprie mansioni ammonticchiando certificati medici. L'attivista grillina aveva presentato una diagnosi di sindrome da burnout, una condizione patologica della psiche. In buona sostanza iperstress da lavoro.
Il 29 gennaio scorso, dopo otto mesi di malattia, è tornata al proprio posto e il 2 febbraio si è collocata in ferie per poter impegnarsi nel tour elettorale in tutta la Sardegna.
Insomma, una circostanza ben strana quella di una persona che vive un disagio psichico legato allo stress e che si «stressa» in una faticosa campagna per le elezioni.
Lei si è sempre difesa sostenendo di aver lavorato tantissimo in 25 anni di professione e che la documentazione sanitaria presentata era completa di certificati che attestavano il suo stato di salute.
Ora a Bogo Deledda potrebbe toccare di occuparsi dello strumento che potrebbe rendere superflua qualsiasi polemica: il reddito di cittadinanza. Con quella provvidenza da destinare a disoccupati e pensionati non ci sarebbe nulla di cui preoccuparsi: il salario sarebbe garantito e sarebbe tutt'altro che esiguo. In fondo anche il programma «geneticamente modificato» (perché differente da quello votato sul Sacro Web) dei pentastellati recita testualmente che «lavorare più ore non significa necessariamente essere più produttivi» perché «è la qualità del lavoro a far crescere la competitività e il valore aggiunto».
Insipienti quei poveri mortali di economisti che non si erano resi conto di questa lampante evidenza empirica e si curvano nel calcolare nuove formule.
Con Bogo Deledda in commissione Lavoro i Cinque stelle si sono portati avanti e possono contare su una persona che in qualche modo (seppur per una causa spiacevole) ha già testato il nuovo sistema.

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San Vito dei N. (BR) - Una 16enne con la marijuana

Trovata con 39 grammi di marijuana nello zainetto per la scuola una sedicenne di San Vito dei Normanni (Brindisi) che è stata arrestata dai carabinieri e accompagnata nel carcere minorile.
La ragazza è stata sottoposta a controllo all’interno della villa comunale dove era in compagnia di altri giovani del luogo. Ne dà notizia l’Ansa.
In uno zaino c’era la droga, contenuta in una busta di cellophane trasparente: accanto il diario scolastico e un quaderno, con annotati il nome della proprietaria, un astuccio e un portafogli con all’interno 70 euro e un portamonete con 27 euro.
La studentessa ha ammesso di essere la proprietaria del materiale.

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