22 febbraio 2018

Formigine (MO) - Comprano 2 € di cracker e rubano 100 € di prosciutto

Si sono presentate alla cassa presentando una confezione di cracker da 2 euro, ma nelle borsette nascondevano cento euro di prosciutto rubato.
E così due donne - originarie di Padova, ma residenti a Reggio Emilia, di 48 e 37 anni - sono finite in manette, anche per i numerosi precedenti che gravavano su di loro.
Il furto è avvenuto alla nuova Coop di Formigine, dove le due si sono presentate e subito hanno destato sospetti nel personale addetto alla sicurezza. Si aggiravano nel supermercato con fare sospetto, guardandosi attorno e tenendo a loro volta sotto controllo il personale.
Si sono avvicinate alla zona dei salumi e qui, sentendosi tranquille, hanno dato il via all’azione. Una delle due faceva da schermo per l’altra, che nel frattempo armeggiava con i prosciutti. Sfilava il dispositivo antitaccheggio e depositava i pezzi di salume prima nella sua borsa e poi in quella dell’amica. Sono state notate dal personale della Coop, che però non è intervenuto.
Le donne hanno poi proseguito il giro, prendendo dei cracker e recandosi con nonchalance alla cassa. Hanno pagato i due euro dovuti per i cracker e si sono allontanate.
Ad attenderle i carabinieri, che hanno chiesto i documenti e le hanno perquisite. Nelle borsette i militari hanno rinvenuto il prosciutto al quale, come detto, era stato asportato il dispositivo antitaccheggio.
Un veloce conteggio da parte del personale della Coop ha stimato il valore della merce in cento euro, somma che peraltro le due donne avevano con loro. Quindi non si può parlare di un furto di viveri per indigenza.
Identificate, le due donne sono risultate essere originarie di Padova, ma residenti a Reggio Emilia e con una lunga serie di precedenti. Sono finite in manette.

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19 febbraio 2018

Novellara (RE) - Dobbiamo essere emancipate e così finiamo con l'auto nel canale

Ha sbandato con l'automobile finendo poi dentro un profondo canale a Novellara, lungo via D'Azeglio.
Nel canale c'era quasi mezzo metro d'acqua e la donna, originaria di Correggio, è stata estratta dai vigili del fuoco, che l'hanno soccorso con l'utilizzo anche di un gommone.
Le ferite riportate non sono gravi e l'autista è stata trasportata all'ospedale di Guastalla per accertamenti.

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17 febbraio 2018

Castelnovo Sotto (RE) - Noi spavalde, guidiamo jeep e distruggiamo segnaletica

La collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine ha dato un importante frutto. Martedì sera, infatti, un veicolo aveva divelto diversi paletti parapedonali lungo via Sant’Andrea, senza fermarsi, proseguendo in direzione di Meletole.
Come avviene ormai da alcuni mesi, il corpo di polizia municipale “Unione Terra di Mezzo” ha segnalato l’episodio sulla propria pagina Facebook e la voce si è così rapidamente sparsa. 
Gli agenti – dopo aver raccolto alcune testimonianze arrivate al numero verde 800567590 – si sono messi alla ricerca di un Pajero grigio chiaro e sono riusciti a rintracciare il veicolo nel giro di alcune ore, grazie all’intervento dei gruppi di controllo di vicinato. Gli occhi attenti di alcuni castelnovesi hanno segnalato agli agenti due veicoli che potevano sembrare “sospetti”.
Così sono partite le verifiche degli uomini coordinati dal comandante Flaminio Reggiani che, dopo aver esaminato il primo fuoristrada segnalato, sono passati al secondo, trovando i riscontri che cercavano.
In particolare, a rivelarsi decisivi sono stati alcuni segni sulla fiancata del mezzo, che nell’occasione era guidato da una donna del luogo.

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16 febbraio 2018

Castefranco (TV) - Una 50enne inventa stupro


Si è inventata di sana pianta uno stupro, per non incorrere nelle ire del compagno. Si era addirittura recata all’ospedale, e ai carabinieri ha raccontato di essere stata stuprata.
Peccato però che la verità fosse ben diversa: come riporta il Gazzettino, la 50enne aveva invece offerto ad un 20enne un rapporto sessuale a pagamento dopo avergli chiesto un passaggio in auto.
La donna, residente nella Castellana, era stata poi ingannata: il giovane se l’era svignata rubandole il portafoglio. Ecco quindi l’escamotage: il finto stupro e il tentativo di coprire i fatti.
Messa alle strette, però, la donna ha confessato: è stata denunciata per simulazione di reato.

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15 febbraio 2018

Reggio E. - Noi emancipate continuiamo a travolgere anziani in bici

Il pensionato è volato dalla sella al cofano della macchina, spaccando il parabrezza. Un pauroso capitombolo che ha fatto temere, più che altro per l’età del ciclista: 85 anni. 
L’incidente stradale è accaduto ieri, poco prima delle 10.30, in pieno centro storico, all’incrocio fra via Leopoldo Nobili e piazza Vallisneri, davanti a passanti sbigottiti.
In base a una prima ricostruzione dell’accaduto, pare che in sella alla sua bici l’anziano stesse percorrendo via Nobili diretto verso viale Isonzo quando, all’improvviso, una Renault, che stava svoltando a sinistra da via Nobili in piazza Vallisneri, lo avrebbe centrato: in seguito al violento impatto il ciclista è stato catapultato sul parabrezza dell’auto, rompendo il vetro col capo prima di ricadere pesantemente sull’asfalto. Al suo fianco è rimasta la bicicletta, semidistrutta.
Alla guida della Renault c’era una donna di 27 anni che, con tutta probabilità, intenta nella manovra, ha visto troppo tardi il ciclista. E quest’ultimo era in discesa, quindi aveva acquistato velocità suo malgrado. La conducente, spaventatissima, si è subito fermata per prestare aiuto al ferito e ha allertato i soccorsi.
Medici e volontari dell’ambulanza, inviati sul posto dalla centrale operativa del 118, si sono presi cura dell’85enne, poi trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova. Il pensionato non parrebbe grave, visto che è riuscito a rispondere alle domande degli agenti sulla dinamica dell’incidente; ma, vista l’età, la prudenza è d’obbligo.

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10 febbraio 2018

Reggio E. - Donna straniera rubava l'energia elettrica



Rubava, da chissà quanto tempo, la corrente elettrica del condominio grazie a un allaccio abusivo ai contatori. Ma la sua trovata, che le ha procurato energia a costo zero per televisione, radio ed elettrodomestici, è finita nel peggiore dei modi: con l’intervento della polizia.
A scoprire il reato è stato Gianni Bertucci, un tecnico incaricato di effettuare degli studi nei condomini per ridurre i consumi energetici. Ed è proprio con questo incarico, affidatogli dall’amministratore competente, che giovedì mattina Bertucci si trovava all’interno del palazzo in via Mafalda di Savoia 5. Mentre stava effettuando le sue verifiche, tuttavia, il tecnico ha notato quella che sembrava proprio essere la manomissione di un contatore.
Così, prima di chiamare le forze dell’ordine, è andato più volte a bussare alla porta dell’appartamento in questione che, teoricamente, sarebbe dovuto essere senza corrente elettrica. E invece, a ogni visita, dentro la casa abitata da alcuni cittadini stranieri, non solo c’era la luce, ma si sentiva chiaramente il suono di radio e televisione.
Così, attorno alle 12, Bertucci ha allertato la polizia che, intervenuta in via Mafalda, ha programmato per lo stesso pomeriggio un controllo più approfondito da parte di un tecnico elettricista, per accertare se si trattasse o meno di un furto di energia elettrica e soprattutto se a danno di un altro condomino della stessa palazzina.
Nel pomeriggio, infine, l’elettricista ha verificato che da uno dei contatori, associato a un interno del primo piano, partiva una derivazione abusiva di fili che conduceva a un altro contatore condominiale, appartenente all’abitazione occupata da una donna straniera.
Al momento dell’intervento degli agenti e dei tecnici, però, la cittadina era assente ma – accertato il furto di energia elettrica – i poliziotti hanno comunque immediatamente interrotto l’allacciamento abusivo.

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6 febbraio 2018

Reggio E. - Noi babysitter emancipate, ci schiantiamo con i bimbi in auto

Spaventoso incidente oggi pomeriggio in via Marchi, in zona Quinzio. Due auto sono rimaste coinvolte in un incidente, fortunatamente senza gravi conseguenze per due donne e due bimbi di 7 e un anno.
Una vettura si è capovolta: la donna alla guida ha riportato lievi ferite e dolori alla spalla. Sulla Citroen viaggiava invece una signora di 58 anni, babysitter dei due minori a bordo. Tutti e tre illesi.

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4 febbraio 2018

Reggio E. - Noi emancipate, siamo così spavalde da guidare contromano in tangenziale

Un errore che poteva costare caro o una sfida tra due conducenti che, solo per miracolo, non ha provocato conseguenze drammatiche? Potrebbe esserci un folle gioco dietro l’allarmante segnalazione che, intorno alle 23.30 di venerdì, è arrivata alla centrale operativa dei carabinieri di Reggio.
Un automobilista terrorizzato, che stava percorrendo la tangenziale nord da Masone verso Parma, all’altezza del Mapei Stadium ha incrociato, una dopo l’altra, due auto che percorrevano a forte velocità, contromano, viale Martiri di piazza Tien An Men, dirette verso Modena, e ha telefonato al 112 per chiedere aiuto.
Le due auto contromano si trovavano sulla corsia di sorpasso e, solo grazie alla prontezza di riflessi, nonostante la strada bagnata e il buio rendessero problematica la visibilità, il conducente è riuscito a scartare verso destra e a evitare un impatto che avrebbe avuto conseguenze devastanti.
La stessa scena è stata vista da chi, dalla parte opposta del guardrail, stava viaggiando – loro sì sulla corsia giusta – in direzione di Masone. E un automobilista, incredulo per ciò che stavano vedendo i suoi occhi, ha addirittura preso in mano il telefono, azionato la telecamera e filmato qualche centinaio di metri di viaggio al fianco della “spericolata” automobilista al volante di una Ford Fiesta bianca:
«Erano due ragazze e dietro di loro c’era una seconda auto, che non sono riuscito a filmare. Non saprei dire se stessero gareggiando: di certo, anche se nel video non si può vedere, quando sono stato al loro fianco abbiamo visto che stavano gridando terrorizzate. Forse non erano pratiche di Reggio e sull’auto che avevano dietro, il conducente è rimasto ingannato dalla loro manovra».
Ciò che sorprende, allora, è che le due ragazze – se davvero si è trattato di un errore – nonostante lo spavento e la situazione di grave pericolo, non si siano fermate subito, cercando di porvi rimedio.
Ecco perché, anche grazie al video girato dall’altra corsia della tangenziale, i carabinieri – che venerdì notte sono intervenuti con tre pattuglie per cercare di fermare le conducenti, senza riuscirvi – stanno indagando su quanto accaduto cercando di risalire alla conducente (che rischia comunque una multa salatissima) della Ford Fiesta bianca, ipotizzando persino che si possa essere di fronte a un allucinante “gioco” voluto.

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1 febbraio 2018

S. Maria di Sala (VE) - La maestra scrive "squola" e "sciaquone": licenziata



Scriveva scuola con la “q”. Sciacquone senza "c". Dove servivano le doppie, le toglieva, e dove doveva toglierle, le metteva. Insomma un caos. A novembre 2015 il caso dell’insegnante “inadeguata” era finito nelle pagine e nei media delle cronache nazionali e ora ha trovato il suo epilogo. Licenziata.
Non solo dalla preside per “incapacità didattica”, come era accaduto. Ma ora anche dalla magistratura, dato che la docente aveva fatto ricorso anche al giudice del lavoro contro il Ministero. Entrambi persi, e così il suo nome non apparirà più nelle graduatorie per insegnare.
Tutto comincia tre anni fa, nella scuola elementare Papa Sarto di Vertenigo. La docente insegna italiano nelle due classi prime: 1A e 1B. Bambini piccoli che imparano in fretta, assorbono come spugne e che se avessero imparato che sciacquone si scrive con la sola "q", avrebbero fatto danni.
I genitori cominciano a lamentarsi e, quadernoni alla mano, “denunciano” il tutto alla dirigente scolastica Bertilla Mason, dell’istituto comprensivo Cordenons di Santa Maria di Sala. «Fa troppi errori», avevano detto, «i nostri figli imparano male, copiano gli errori alla lavagna. Meglio tenerli a casa, tanto a scuola non imparano».
E infatti così era stato: per otto giorni consecutivi i 39 bambini erano stati costretti, per volere dei genitori, alle vacanze forzate. Sciopero. Anche le altri classi avevano scioperato un’ora in segno di solidarietà. Anzi, alcuni si erano organizzati per tenere le lezioni a casa.
La dirigente scolastica aveva segnalato il problema all’ufficio scolastico territoriale regionale e la docente era stata messa sotto ispezione. Un’ispezione non nuova, già avuta nel 2011, quando insegnava nella primaria di Sant’Angelo. Anche la preside si era recata tra i banchi per controllare la situazione. Così la maestra, ritenuta inadeguata dai genitori, era stata sospesa fino al 17 marzo 2016, perché tra tutte le cose e strafalcioni grammaticali, su di lei pendeva un provvedimento disciplinare per aver fatto uscire un’alunna da scuola senza autorizzazione dei familiari.
Si avviò anche la procedura di licenziamento. Ma dopo la sospensione, giunse la notizia che la maestra sarebbe ritornata. Il caso scoppiò di nuovo e i genitori ricominciarono a tenere i figli a casa. Questo indusse la dirigente a dire che se gli alunni non fossero rientrati, i genitori avrebbero violato l’articolo 731 del codice penale che sanziona l’inosservanza dell’obbligo dei genitori di impartire ai figli minorenni l’istruzione elementare. «I genitori non hanno scusanti», aveva detto, «se non portano i figli a scuola, salvo gravi eccezioni, commettono un reato».
Così il 21 marzo 2016 a scuola arrivarono anche i carabinieri. E sul caso anche il sindaco Nicola Fragomeni era intervenuto. Ma la situazione rischiava di scoppiare. Così poco dopo, la docente venne licenziata, ricevendo una dispensa dall’insegnamento per “asserita incapacità”, nei confronti della quale poteva fare ricorso al giudice del lavoro. Ricorso puntualmente arrivato.
Anzi due. Il primo per far accertare “l’illegittimità del provvedimento notificatole il 24 marzo 2016 con il quale era stata dispensata dall’insegnamento”: il Ministero aveva sostenuto la fondatezza del provvedimento.
Il secondo - si legge nell’ultima sentenza del tribunale di Venezia, sezione per le controversie del lavoro - “avverso l’ordinanza con la quale il giudice di prime cure aveva respinto il suo ricorso”. Ma ora il giudice del lavoro ha respinto anche questa opposizione. Non solo, ha ritenuto inammissibile anche la domanda con cui la maestra chiedeva di essere destinata ad altre mansioni o trasferita in un altro istituto.

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30 gennaio 2018

Italia - L'esercito delle fancazziste

[...] Siamo agli ultimi posti nella classifica stilata dall’Eurostat sulla quantità di ore lavorate alla settimana: 38,8.
[...] E' nell’istruzione che riusciamo a dare il peggio di noi. Gli italiani impegnati nella scuola, dunque non solo docenti ma pure bidelli e amministrativi, detengono il record negativo in assoluto del tempo trascorso al lavoro ogni settimana. Nemmeno 29 ore. Una miseria. Per la precisione 5,8 ore al giorno. Che convertite nell’unità di tempo fanno 5 ore e 48 minuti. E qui, bisogna, dire che siamo senza rivali. [...]

[...] Tra i ventidue Paesi dell'Europa che aderiscono al Trattato di Schengen, la presenza delle donne dietro la cattedra è pressoché totale nella scuola dell'infanzia (97 per cento) e dominante alla primaria (85 per cento). Per calare lievemente alle medie (68 per cento) e alle superiori, dove la presenza femminile nel 2014 si è attestata attorno al 58 per cento. Il fenomeno in Italia è ancora più accentuato.
DOCENTI ITALIANI 2016/2017 TUTTE LE ETÀ
ORDINEMASCHIFEMMINE% MASCHITOTALE
Infanzia61287.0890,70%87.701
Primaria8.931236.5753,64%245.506
I Grado34.169121.53621,94%155.705
II grado82.605158.48034,26%241.085
Totale126.317603.68017,30%729.997
In Italia, fra le scuole di ogni ordine e grado, le insegnanti donne sono l'82,70% del totale dei docenti.
I dati forniti dal ministero dell'Istruzione raccontano di una percentuale maschile all'interno delle sezioni (classi) di scuola dell'infanzia statale inferiore all'uno per cento: 0,7 per la precisione. Un genere in via d'estinzione, visto che su 87.701 titolari gli uomini sono appena 612.
La percentuale di insegnanti maschi sale al 3,6 per cento alla primaria.
Alle medie i prof uomini sono il 22 per cento del totale e le donne il 78 per cento.
Solo nei licei e negli altri indirizzi delle superiori la presenza maschile si incrementa, ma su tre docenti, due sono donne: il 66 per cento. [...]




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27 gennaio 2018

Guastalla (RE) - Ai domiciliari una 28enne che aveva tentato di derubare un anziano

Una 28enne domiciliata a Guastalla, che doveva scontare una pena di 5 mesi e 10 giorni di reclusione per tentato furto, è stata arrestata dai carabinieri della stazione di Guastalla. 
I militari hanno dato esecuzione ad un provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna che, rigettando l’istanza dell’affidamento in prova ai servizi sociali, ha disposto che la donna sconti la condanna in regime di detenzione domiciliare. 
Dall’altro pomeriggio la 28enne, A.H. - nativa di Faenza e domiciliata a Guastalla - si trova ristretta nella propria abitazione, dove è stato condotta dai carabinieri della stazione di Guastalla.
Il provvedimento restrittivo a carico della 28enne - già nota anche agli stessi carabinieri di Guastalla, in quanto gravata da diversi precedenti di polizia per reati in prevalenza contro il patrimonio -, riguarda fatti verificatisi a Bologna quando, in compagnia di una complice, lungo via Indipendenza, aveva infilato le mani nella tasca della giacca di un anziano, cercando di derubarlo. La pronta reazione della vittima e quella della figlia, che si trovava insieme all'uomo, aveva consentito di bloccare la 28enne, poi fermata dai carabinieri e denunciata per il reato di tentato furto aggravato.
L’iter processuale ha portato alla sua condanna a 5 mesi e 10 giorni di reclusione. La sentenza, divenuta esecutiva, ha visto la 28enne presentare istanza per ottenere il beneficio dell'affidamento in prova ai servizi sociali in sostituzione della pena detentiva. 
I precedenti della donna hanno però giocato a suo sfavore. Per questo motivo il tribunale di Sorveglianza, chiamato alla decisione, ha rigettato l’istanza della donna, ammettendola alla detenzione domiciliare per tutto il periodo di pena da espiare (5 mesi e 10 giorni).

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24 gennaio 2018

Roma - A scuola una 15enne si ubriaca fino al coma etilico

Si è sentita male a scuola, dopo aver bevuto troppo. E' accaduto al Liceo Russell di Roma, dove una studentessa 15enne, durante la settimana di didattica alternativa [?!..], si è sentita male e si è accasciata, mentre faceva le scale.
La studentessa è stata soccorsa e trasportata in ospedale. E' ricoverata in codice rosso, ma non in pericolo di vita. Sul posto è intervenuta la Polizia.
La preside dell'Istituto ha immediatamente sospeso il corso.

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21 gennaio 2018

Reggio E. - Una 40enne ruba abbigliamento: fermata

A un primo sguardo poteva sembrare una normale cliente che si aggirava in un negozio di abbigliamento in via Emilia San Pietro. Allo sguardo più attento della guardia giurata del negozio, l’atteggiamento di quella donna che si aggirava tra le corsie era risultato subito sospetto.
In particolare la donna controllava capi di abbigliamento di diverse categorie e cercava di addentrarsi spesso nelle zone meno frequentate del negozio. La stessa, al momento dell’uscita, verso le 18 di venerdì, è stata quindi fermata dall’addetto alla vigilanza che le chiedeva di aprire la propria borsa per verificarne il contenuto. La donna non ha acconsentito, facendo scattare la chiamata al 113. 
Una volta giunti sul posto, agli agenti della questura la donna ha dovuto mostrare il contenuto della borsa, svelando la presenza di vari indumenti appena rubati nel negozio e del valore di circa 35 euro. Con lei aveva anche un paio di forbici con le quali aveva tagliato le etichette e i dispositivi antitaccheggio.
La merce in questione è stata restituita alla guardia giurata, risultando però danneggiata e quindi non rivendibile. La donna, 40 anni, è stata denunciata per il reato di furto pluriaggravato e per porto ingiustificato di strumento atto a offendere.

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19 gennaio 2018

Reggio E. - Altro che femminicidio: noi donne ci facciamo fuori da sole, al volante

Una carambola di auto, due finite nel fosso e un’altra giratasi su se stessa, e tre donne ferite, una delle quali in modo più serio rispetto alle altre.
È successo ieri mattina alle 9 quando una Fiat 600 guidata da una reggiana 42enne stava viaggiando in via Bertani Davoli, nel Villaggio Crostolo, in direzione Cadelbosco Sopra, quando all’improvviso l’utilitaria – forse per una distrazione della conducente – ha invaso l’opposta corsia di marcia.
Proprio in quel momento, in direzione della città, sopraggiungevano due vetture: la prima, una Citröen DS3 nuova (immatricolata appena venti giorni fa) con al volante una ragazza di 24 anni, ha sterzato bruscamente, è stata colpita e semidistrutta nella fiancata laterale, ma è rimasta sulla carreggiata.
La seconda auto, una Opel Zafira, condotta da una 51enne, per evitare l’impatto con la 600 è finita nel fossato adiacente, dalla parte opposta rispetto alla direzione di marcia, mentre anche la Fiat 600 è volata nel canale di bonifica dalla parte destra rispetto alla direzione di marcia. 
Sul posto sono accorse a sirene spiegate diverse ambulanze della Croce Rossa, con i sanitari che hanno medicato sul posto e poi trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova le tre ferite: la 24enne ha riportato fratture multiple, la 51enne lesioni lievi, mentre la più grave, vista la dinamica importante, è risultata la 42enne della Fiat 600, comunque non in pericolo di vita.

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18 gennaio 2018

Reggio E. - Dobbiamo essere per forza emancipate e multitasking: e così ci schiantiamo

Un incidente a catena che ha coinvolto tre auto e altrettante donne è avvenuto attorno alle 8 del mattino in viale Bertani Davoli, nella frazione di Sesso.
Le macchine che si sono scontrate sono una Citroen Ds3, una Fiat 600 e un’opel Zafira; dopo l'impatto una delle donne è rimasta incastrata e sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per trarla il salvo.
Le donne sono state portate al Santa Maria Nuova, per fortuna non in gravi condizioni. Sul posto anche la polizia municipale di Reggio Emilia.

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17 gennaio 2018

GB - 18enne italiana mette all'asta la sua verginità

La protagonista è una modella italiana di 18 anni. La giovane ha messo la sua verginità all’asta su internet e finora il più alto offerente è disposto a pagare un milione di euro per trascorrere una notte con lei.
Ne parla il tabloid britannico The Sun, tenendo in anonimato la giovane. La quale ha deciso di usare un’agenzia di escort per l’asta.
Con i soldi guadagnati attraverso la prostituzione, la ragazza vuole realizzare il suo sogno: trasferirsi in pianta stabile nel Regno Unito per studiare business a Cambridge.
Ho deciso che la mia verginità era preziosa quando avevo 16 anni. Volevo una buona istruzione, quindi ho cominciato a guardare il web in cerca di modi per finanziare i miei studi e ho trovato una serie di pubblicità di aste e scoperto che c’erano ragazze che si erano vendute per 3,5 milioni di euro: quindi ho deciso che avrei fatto lo stesso a 18 anni. Spero di prendere il più possibile per finanziare i miei studi, aiutare mia sorella e la mia famiglia e comprare una casa ai miei genitori.Sono un po’ nervosa, ma anche tranquilla perché se un uomo è disposto a pagare così tanto per te, certamente deve essere una brava persona. Sono sicura che passeremo fantastici momenti insieme.Non voglio che i miei genitori lo sappiano perché loro sono molto rigorosi e non approverebbero. Nemmeno i miei amici lo sanno. La mia famiglia sarebbe distrutta. Se dovessero scoprirlo, parlerò con loro e ho fiducia che possano capire.

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16 gennaio 2018

Caserta - Due donne vendono scarpe su Instagram, poi non le spediscono

Su Instagram avevano creato una pagina dove proponevano la vendita di scarpe sportive di varie marche a prezzi assolutamente concorrenziali. Peccato che, una volta intascato l’importo dovuto, sparivano nel nulla bloccando l’acquirente, che quindi non poteva più accedere alla pagina artatamente creata.
Ora la pagina del social è stata chiusa, ma ciò non ha impedito ai carabinieri della stazione di Cavriago (RE) di risalire alle due truffatrici ora finite nei guai. Con l’accusa di concorso in truffa i carabinieri della stazione di Cavriago (RE) hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia una 30enne e una 22enne della provincia di Caserta.
Secondo le indagini dei carabinieri, avviate a seguito della denuncia presentata da una 20enne reggiana, la 32enne curava le trattative nella chat della pagina, sino a ottenere il pagamento dell’importo dovuto, che poi finiva nella postepay della complice 30enne. Le scarpe sportive messe in vendita poi però non venivano spedite. Quando l’acquirente - come nel caso della giovane reggiana incappata nella truffa -, lamentava il mancato arrivo delle scarpe, le due truffatrici provvedevano a bloccarne l’account.
La ventenne reggiana,  attirata dalle foto Instagram, aveva acquistato tre paia di scarpe, pagando l’importo richiesto ammontante a 40 euro. Tutto pareva nella norma, sino al pagamento e alla rassicurazione dell'invio. Il mancato arrivo di quanto acquistato ha insospettito la 20enne reggiana che, dopo aver lamentato il ritardo, si è vista bloccare l’account e quindi la possibilità di proseguire nelle rimostranze.
Preso atto di essere stata truffata, ha denunciato ai carabinieri che hanno proceduto con le indagini. Alle due campane è contestato il reato di concorso in truffa.

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14 gennaio 2018

San Polo d'E. (RE) - La casalinga ruba per bisogno? no, ruba cosmetici

I filmati sono eloquenti e non lasciano spazi a dubbi: era solita andare alla Conad di San Polo d’Enza dove entrava come una normale cliente per poi trasformarsi in ladra seriale, prevalentemente di prodotti di bellezza per donna.
A rivelarlo le indagini dei carabinieri della stazione di San Polo d’Enza che, grazie anche al sistema di videosorveglianza del supermercato derubato, l’hanno presa dopo l’ennesimo furto di prodotti estetici. I filmati, infatti, l’hanno immortalata ad agire furtivamente all’interno del Conad del paese.
La donna a fine ottobre ha “alleggerito” il reparto cosmetici del supermercato impossessandosi di una decina di flaconi di olio per capelli del valore di un centinaio di euro, per poi ripetere il raid furtivo il successivo mese di dicembre dello scorso anno, quando ha fatto razzia di prodotti cosmetici che ha nascosto sempre nella borsetta.
Quest’ultimo colpo però non è passato inosservato a una dipendente che, una volta notata la donna uscire, la invitava a passare per la cassa mostrando cosa avesse nella borsetta. Vistasi scoperta la donna acconsentiva alla richiesta per poi guadagnare l’uscita con il pretesto di andare in macchina a prendere il bancomat e dileguarsi.
Una fuga che non le ha assicurato l’impunità: dai filmati i carabinieri sampolesi infatti hanno estrapolato il volto della donna, identificando la ladra in una casalinga 32enne abitante a Quattro Castella. Guardando a ritroso i filmati i carabinieri hanno inoltre scoperto che quello di dicembre non era l’unico colpo compiuto dalla donna.
Vista la reiterata condotta delittuosa, per la donna è stata proposto il foglio di via obbligatorio dal comune di San Polo d’Enza per tre anni.

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11 gennaio 2018

Torino - Consigliera comunale non paga affitto e usa auto blu per scopi personali

«Ma sul serio sei morosa? Non paghi l’affitto da tempo?». Il post compare in serata sul profilo Facebook della consigliera comunale Deborah Montalbano, eletta nel Movimento 5 Stelle, e ora al centro di una polemica innescata da un articolo pubblicato sul sito web della testata lospiffero.com.
Presidente della commissione comunale sulle politiche sociali e membro della commissione per l’emergenza abitativa, la consigliera sarebbe morosa con l’Atc, Agenzia territoriale per la casa: assegnataria di una casa popolare, deve all’ente quasi 9mila euro di arretrati.
La Montalbano, disoccupata e con una figlia, non verserebbe i canoni dal 2009 e non avrebbe saldato le rate del piano di rientro pattuito con l’ente neppure dopo essere entrata in consiglio comunale.
La Montalbano, disoccupata e con una figlia, prima di essere eletta se la cavava come riusciva, con lavori saltuari.

Inciampa di nuovo sui suoi spostamenti privati da casa a Palazzo Civico e viceversa, la dura e pura del M5S torinese, Deborah Montalbano. Dopo l’accusa, mossa dagli stessi colleghi Cinque Stelle e svelata sulle pagine del Corriere Torino, di essersi fatta rimborsare 250 euro per le sue corse in taxi, la dissidente della maggioranza di Chiara Appendino incappa in un altro scandalo: ha usato l’auto blu del Comune per andare a prendere la figlia a scuola e poi tornare in ufficio, in tempo per partecipare ad una riunione.
L’episodio è testimoniato da una relazione dell’autista che ha accompagnato la consigliera comunale nel suo viaggio. Insospettito dal viaggio, visibilmente di natura non istituzionale, il conducente ha messo nero su bianco li servizio che ha svolto quel giorno e su autorizzazione di chi: «Il giorno 7/11/2017, a seguito della disposizione del coordinatore, trasportavo la consigliera Montalbano in via…». E poi: «All’arrivo — continua l’autista nella sua relazione — mi disse di attenderla, passati dieci minuti tornava con una bambina, facendola salire sull’auto mi chiedeva di fare ritorno a Palazzo Civico, perché aveva impegni istituzionali. Il servizio si concludeva alle ore 16.45».


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Rubiera (RE) - Facciamo le spavalde guidando i pick-up e, come risultato, ci schiantiamo

Lo schianto dell’auto, prima contro il rimorchio del camion e poi contro un palo della luce, è stato tremendo. Tanto che l’auto, distrutta, è rimasta ribaltata su un fianco e, nell’impatto, è crollato giù persino il faretto del lampione.
La conducente, una donna di 66 anni di Modena, è rimasta incastrata nell’abitacolo, e per liberarla è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Nonostante questo, la donna accompagnata d’urgenza all’ospedale di Baggiovara (Modena) in condizioni che inizialmente preoccupavano parecchio i sanitari, alla fine della giornata è stata dimessa. 
L’incidente è avvenuto ieri mattina intorno alle 11.20 sulla provinciale 51, all’altezza della grande rotatoria nei pressi del locale “Il Patio”. La donna stava conducendo un pick-up Isuzu quando è finita contro il rimorchio di un camion, perdendo il controllo dell’auto e finendo contro un palo.
Subito dopo lo schianto, la provinciale è rimasta bloccata. Un disagio durato lo stretto necessario per consentire le operazioni di soccorso, i rilievi e la rimozione dei mezzi. Oltre ai mezzi inviati dal 118, sono intervenuti anche i vigili del fuoco, arrivati da Reggio Emilia. Sono stati loro a creare un varco tra le lamiere dell’auto per liberare la donna.
L’auto, accartocciata su un fianco contro il palo della luce, e il coinvolgimento del mezzo pesante hanno fatto subito temere il peggio per la conducente.
Ancora da chiarire la dinamica. In base ai primi accertamenti, lo schianto è avvenuto mentre il camion stava procedendo all'interno della rotatoria in direzione Campogalliano. In quel momento è sopraggiunto il pick-up Isuzu, condotto dalla donna, che si è schiantato dapprima contro il rimorchio del mezzo pesante, poi è finito contro il palo della luce. Illeso il camionista, un 44enne di Modena.

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