20 aprile 2018

Roma - La regina degli assenteisti si occuperà di Lavoro

Vittoria Bogo Deledda - la senatrice salita agli «onori» delle cronache per lo scoop delle Iene che avevano documentato come la senatrice sia stata 243 giorni in malattia e sia guarita improvvisamente con la candidatura - andrà in commissione Lavoro.
Proprio lei che, dirigente dei Servizi sociali del Comune di Budoni, in provincia di Sassari, si era astenuta dalle proprie mansioni ammonticchiando certificati medici. L'attivista grillina aveva presentato una diagnosi di sindrome da burnout, una condizione patologica della psiche. In buona sostanza iperstress da lavoro.
Il 29 gennaio scorso, dopo otto mesi di malattia, è tornata al proprio posto e il 2 febbraio si è collocata in ferie per poter impegnarsi nel tour elettorale in tutta la Sardegna.
Insomma, una circostanza ben strana quella di una persona che vive un disagio psichico legato allo stress e che si «stressa» in una faticosa campagna per le elezioni.
Lei si è sempre difesa sostenendo di aver lavorato tantissimo in 25 anni di professione e che la documentazione sanitaria presentata era completa di certificati che attestavano il suo stato di salute.
Ora a Bogo Deledda potrebbe toccare di occuparsi dello strumento che potrebbe rendere superflua qualsiasi polemica: il reddito di cittadinanza. Con quella provvidenza da destinare a disoccupati e pensionati non ci sarebbe nulla di cui preoccuparsi: il salario sarebbe garantito e sarebbe tutt'altro che esiguo. In fondo anche il programma «geneticamente modificato» (perché differente da quello votato sul Sacro Web) dei pentastellati recita testualmente che «lavorare più ore non significa necessariamente essere più produttivi» perché «è la qualità del lavoro a far crescere la competitività e il valore aggiunto».
Insipienti quei poveri mortali di economisti che non si erano resi conto di questa lampante evidenza empirica e si curvano nel calcolare nuove formule.
Con Bogo Deledda in commissione Lavoro i Cinque stelle si sono portati avanti e possono contare su una persona che in qualche modo (seppur per una causa spiacevole) ha già testato il nuovo sistema.

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18 aprile 2018

Reggio E. - Una 50enne vende 2mila prodotti con marchi falsi

I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Reggio Emilia hanno individuato e posto sotto sequestro oltre 2.000 prodotti recanti marchi contraffatti, e denunciato all’Autorità giudiziaria una cinquantenne italiana, originaria di Bergamo, per ricettazione e commercio di prodotti con marchi falsi.
I fatti sono successi la scorsa settimana durante lo svolgimento del Camer (estraneo ai fatti) alle Fiere di Reggio. Le successive investigazioni, volte a ricostruire l’intera filiera del falso ed il centro di produzione, hanno portato ad eseguire - in collaborazione con altri reparti del Corpo territorialmente competenti e coordinati dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia - ulteriori perquisizioni in Provincia di Bergamo, grazie alle quali è stato individuato un laboratorio attrezzato e macchinari per la riproduzione e stampigliatura dei marchi contraffatti, oltre a circa 150 cliché istallati su supporti informatici i quali, una volta applicati mediante apposita strumentazione elettronica, avrebbero creato il prodotto finito idoneo alla vendita.

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Fiumicino (RM) - Rumena arrestata per traffico internazionale di droga

Giunta all’aeroporto di Roma Fiumicino con volo proveniente da Bucarest, dopo essere stata estradata, una cittadina rumena ritenuta responsabile del reato di traffico internazionale di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, già destinataria, nell’ambito dell’Operazione ‘Shefi’, di una ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita, il 14 marzo scorso, dal Centro Operativo della Direzione Investigativa antimafia di Bari.
La donna è stata arrestata da personale della Direzione Investigativa Antimafia, della Polizia di Frontiera Aerea e della Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio per la Cooperazione Internazionale, in esecuzione di un mandato d’arresto europeo emesso dal Giudice per le Indagini preliminari di Bari, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

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16 aprile 2018

Rimini - Una tenente NATO vaga ubriaca fradicia e senza mutande

Barcollante, completamente ubriaca e senza slip. Così è stata trovata domenica mattina verso le sei una tenente americana della Nato, ventisette anni, in servizio presso la base missilistica di Poggio Renatico, in provincia di Ferrara.
Un sessantenne riminese, residente a Marina centro, aveva notato quella donna, che si reggeva a mala pena in piedi, girare per via Gioia, bofonchiando qualche parola in inglese. L’uomo ha avvertito i carabinieri.
La donna era in stato confusionale a causa dell’ingente quantità di alcol che aveva ingerito. Sul posto è immediatamente arrivata una pattuglia dell’Arma che ha chiesto l’intervento del 118.
La ufficiale americana è stata, quindi, trasportata al pronto soccorso per essere sottoposta a tutti gli esami del caso. Sotto il vestito non indossava alcun indumento intimo, ma era solo sporca di sabbia. La donna non ricordava nulla e non è stata in grado di fornire alcuna indicazione. Nel sangue ancora domenica mattina - dopo sette ore dal suo ricovero - presentava un tasso alcolico di oltre 1,6, al limite del coma etilico.
Ad 'aiutare’ i militari dell’Arma a ricostruire la notte a tutto alcol della tenente della Nato è stata una sua amica inglese. Le due donne erano arrivate a Rimini nella mattinata di sabato per trascorrere un weekend di allegria in giro per locali. Dopo aver preso alloggio in un hotel a Marina centro e fatto shopping in città, le due amiche hanno fatto tappa in un primo locale sul lungomare per il loro aperitivo. Poi si sono spostate in zona porto per un altro giro di drink. Alla fine sono approdate in uno dei locali della movida per ascoltare musica e bere ancora qualche bicchierino.
Ma qui la strada delle due amiche straniere si è divisa. Verso le cinque, l’inglese ha inviato un Whatsapp all’ufficiale americana chiedendole di ritornare in hotel. La tenente le avrebbe risposto di sì, ma dopo un’ora non era ancora rientrata.
La tenente è stata trovata completamente ubriaca. Ieri mattina i carabinieri l’hanno nuovamente ascoltata, ma l’ufficiale, ancora una volta, ha ribadito di non ricordare nulla. Solo di aver bevuto molto.

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15 aprile 2018

Foggia - Donna vende online Folletto ma, incassati i soldi, non lo spedisce

Voleva fare una sopresa alla moglie regalandole il mitico Folletto, aspirapolvere al centro dei desideri di molte casalinghe. Ma l’uomo, un operaio di 55 anni di Poviglio (RE), pensando di avere fatto un affare acquistandolo usato a 250 euro su un sito online, alla fine si è trovato truffato. Il folletto infatti non è mai arrivato a casa.
L’uomo si è dunque rivolto ai carabinieri di Poviglio che, avviando le indagini, hanno identificato l’autrice della truffa, una donna di 43 anni foggiana, che è stata denunciata.
Grazie a un’inserzione esca, una carta prepagata dove ricevere i soldi e la giusta dose di sfrontatezza, dalla Puglia la casalinga si insediava nei siti di compravendita più cliccati, piazzando annunci trattanti la vendita del Folletto. 
Le trattative correvano via mail e, quando sulla carta prepagata veniva accreditato il corrispettivo dovuto, il gioco era fatto. Il Folletto naturalmente non veniva mai spedito. Quando l'acquirente lamentava il ritardo, l’astuta casalinga spariva nel nulla.  Una vera e propria truffatrice, dunque, la 43enne della provincia di Foggia scoperta dai carabinieri grazie alla denuncia dell’ennesima vittima, l’operaio 55enne di Poviglio (RE).
Rispondendo a un annuncio su un sito di e-commerce aveva - o, meglio, credeva di avere - acquistato un Folletto usato con l’accessorio “Picchio”, al prezzo concordato di 250 euro, che ha versato tramite bonifico. Ma poi il Folletto non era mai arrivato.
Dopo una serie di riscontri tra l’indirizzo mail dove la trattativa era stata intavolata, l’IP del computer utilizzato per l’annuncio trappola e la carta prepagata dove erano stati versati i soldi, i carabinieri hanno catalizzato le attenzioni investigative sulla 43enne poi indagata. Nei suoi confronti sono stati acquisiti una serie di incontrovertibili elementi di responsabilità per il reato di truffa. 
Per l’operaio reggiano la possibilità ora di essere risarcito in sede penale a conclusione dell’iter processuale. I carabinieri intendo far luce sull'eventuale giro d'affari truffaldino della donna, che risulta aver pubblicato successivamente analoghi annunci.

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14 aprile 2018

Valenzano (BA) - La consigliera comunale iscrive al partito, a loro insaputa, i soci della Lega Italiana Tumori

Il giudice monocratico del Tribunale di Bari Lucia De Palo ha condannato (violazione della legge sulla privacy) l’allora consigliere comunale di Valenzano Francesca Ferri a un anno di reclusione (pena sospesa) per il giro di tessere false per il congresso del Pdl, svoltosi a Bari nel febbraio del 2012 .
Francesca Ferri avrebbe utilizzato i documenti di alcune persone iscritte alla Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) di Valenzano,  di cui lei all’epoca era presidente e che si è costituita parte civile nel processo.

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13 aprile 2018

Roma - La sindaca Raggi impone la tassa sui morti

Denuncia una cittadina indignata che, per poter vedere la salma della madre, da qualche giorno si è vista presentare un conto a tre cifre da parte degli addetti al cimitero.
La signora F.R., quarantenne, si è recata al cimitero Flaminio per visitare il feretro della madre, custodito al camposanto da una settimana in attesa della cremazione. Tuttavia al momento di chiedere indicazioni per poter accedere alla camera ardente, riferisce, "con mia grande sorpresa mi sono sentita rispondere che per farlo dovevo pagare".
Una richiesta giustificata in base a un apposito tariffario, che alla voce "commiato effettuato in giornate successive all'entrata della salma in cimitero" riporta un prezzo di ben 202 euro più Iva.
Quasi 250 euro per poter trascorrere mezz'ora in compagnia del feretro del congiunto appena scomparso, anche se si tratta del padre o della madre.
La disposizione che impone agli impiegati del cimitero di riscuotere quei denari è la delibera allegata al bilancio di previsione 2017, varata dall’assemblea capitolina il 25 gennaio dell’anno scorso.

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Padova - Casalinghe 50enni a caccia di africani per sesso

A Padova è scoppiato uno scandalo a luci rosse. Nella zona della stazione ferroviaria orde di donne vanno a caccia di amanti africani, perlopiù ragazzi senegalesi disposti a tutto per una spesa al supermercato.
"I ragazzi senegalesi si posizionano, quasi sempre, tra via Cairoli e corso del Popolo. Ad adescarli sono signore di mezza età", racconta al Gazzettino un commerciante di piazzale della Stazione.
"Si è vero, vengono avvicinati dal sesso femminile e a volte si fanno pagare in cibo" ha confermato una passante. E così i senegalesi si trasformano in toy-boys per le padovane cinquantenni.

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12 aprile 2018

Reggio E. - Ecuadoregna teppista e con coltello

Una 26enne si è messa nei guai reagendo alle forze dell’ordine che, dopo averla perquisita, le hanno trovato in tasca un coltello. A fare da scenografia a questo episodio di violenza sono state ancora una volta le immediate vicinanze del teatro Valli: l’incrocio fra via Secchi e via Nobili.
A dare l’allarme alla centrale operativa della questura sono stati i reggiani che, passeggiando verso le 14.30 nei pressi di piazza Martiri, hanno sentito le urla di una coppia, che - secondo quanto raccontato da alcuni testimoni - è poi venuta alle mani.
Immediatamente dalla vicina caserma di via Dante sono arrivate tre pattuglie della squadra Volanti.
Vista la polizia arrivare, però, l’uomo si è dato alla fuga. Raggiunta la donna, i sei agenti reggiani hanno cominciato a raccogliere la sua testimonianza, con non poche difficoltà.
Anche lei infatti, alla vista delle divise, ha iniziato ad agitarsi finché non ha deciso di tentare a sua volta di fuggire. Con una mossa repentina si è divincolata dal gruppo di poliziotti e ha cominciato a correre verso il Valli, ma gli agenti, aiutati anche da due uomini della polizia penitenziaria sul posto in quel momento, l’hanno letteralmente placcata e fatta stendere in terra.
Perquisita, le è poi stato trovato in tasca un coltello a serramanico. «Mi serviva per difendermi da lui» – ha iniziato a urlare la donna, dimenandosi sul marciapiede.
Portata in questura, la donna è stata identificata in una 26enne residente in Spagna ma dominicana e denunciata per porto abusivo d’armi e resistenza a pubblico ufficiale. Durante i controlli in caserma, inoltre, la spagnola ha cominciato a dare nuovamente in escandescenze tanto che è stato necessario chiamare il 118 per trasportarla in ospedale.

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4 aprile 2018

USA - Una 39enne spara all'impazzata nella sede di Youtube, poi si uccide

Ore di terrore nella sede di Youtube a San Bruno, nel nord della California, dove una donna ha sparato alcuni colpi d’arma da fuoco prima di togliersi la vita. Quattro i feriti al momento.
L’allarme è scattato poco prima delle 13 ora locale nel quartier generale della piattaforma video di Google, quando la donna – identificata come Nasim Aghdam, 39enne californiana di origine iraniana – si sarebbe avvicinata al cortile esterno di una caffetteria del campus, aprendo il fuoco con una pistola 9 mm e ferendo almeno quattro persone. Immediato l’intervento della polizia che ha evacuato e perquisito la struttura.
Le indagini non hanno ancora chiarito ufficialmente il movente della sparatoria. Esclusa l’ipotesi terrorismo, la polizia avrebbe parlato di una pista privata. Secondo quanto riferiscono i media americani, la donna avrebbe voluto colpire il fidanzato. Diversa la versione rilasciata dal padre al Bay Area News Group, secondo il quale la figlia era arrabbiata con la compagnia perché aveva smesso di pagarla per i video che postava sulla piattaforma.
Brent Andrew, portavoce del San Francisco General Hospital, ha descritto le condizioni di tre dei quattro pazienti ricoverati: si tratta di un uomo di 36 anni in “condizioni critiche”, che potrebbe essere il fidanzato della assalitrice; di una donna di 32 anni in “condizioni serie”; e di un’altra donna, di 27 anni, “in condizioni discrete”. Una quarta persona sarebbe in ospedale con una caviglia slogata.

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30 marzo 2018

Correggio (RE) - Costrette ad essere emancipate e multitasking, non facciamo che ribaltarci e schiantarci

Una donna di 30 anni è finita all'ospedale Santa Maria Nuova dopo uno schianto con la sua auto contro un albero. L'incidente è avvenuto questa mattina, poco prima delle 9:30, sulla provinciale 468, via per Reggio, all'altezza della rotonda di San Prospero.
La donna - peruviana ma residente a Budrio di Correggio - era diretta a Reggio Emilia ed era alla guida di una Lancia Y. Ha affrontato la rotonda ma, proprio mentre ne usciva, ha perso il controllo dell'auto e ha sbandato, fino a finire contro un albero dall'altra parte della carreggiata. L'auto si è anche capovolta.
La donna è stata soccorsa dai sanitari del 118 e sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia municipale Unione Comuni bassa reggiana per i rilievi.

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19 marzo 2018

Reggio E. - 30enne marocchina, ubriaca e teppista

È stata denunciata a piede libero per una sfilza di reati la 30enne marocchina che nel tardo pomeriggio di sabato ha seminato il panico in via Emilia. La giovane dovrà rispondere dei reati di danneggiamento aggravato, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, nonché rifiuto di dichiarare le proprie generalità. Nei suoi confronti è scattata anche la contestazione amministrativa di ubriachezza molesta.
I fatti si sono svolti al Max Cafè di via Guidelli, il locale a pochi passi dall’ex Coin e di fronte alla “Casa del caffè e del the”, molto frequentato dai reggiani.
Alle 18.30, in piena “vasca” del sabato pomeriggio, era giunta alla centrale della questura una richiesta di intervento degli allarmati gestori, che riferivano di una donna ubriaca che aveva provocato un diverbio con altri avventori e danneggiato il locale.
Da una prima ricostruzione degli agenti della Squadra Volanti – ben due le pattuglie sul posto – pare che la donna, che aveva alzato troppo il gomito, per futili motivi aveva dato avvio ad un’accesa discussione con altri clienti del locale: erano volate delle bottiglie e la 30enne si era resa protagonista di danneggiamenti al locale, spaventando i passanti e provocando un fuggi-fuggi generale verso i portici di via Emilia San Pietro.
Davanti ai poliziotti, poi, la donna aveva dato in escandescenza, opponendo resistenza e colpendo gli agenti.

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18 marzo 2018

San Polo d'E. (RE) - Al supermercato, una 58enne deruba un 85enne

Ladra occasionale al supermercato incastrata dalla carta fedeltà e raccolta punti. È accaduto qualche giorno fa al Sigma di San Polo, dove il portafoglio di un anziano cliente, un 85enne del paese, è “sparito” con tutto il suo contenuto, ben 280 euro. 
Il pensionato, che lo aveva lasciato appoggiato alla cassa al momento di imbustare i prodotti, quando è tornato sui suoi passi per cercare il portafoglio, ha chiesto alle cassiere se lo avessero visto. Ma nulla. 
Allora ha sporto denuncia ai carabinieri della stazione locale. La ladra, una casalinga di 58 anni residente a Bibbiano e finita denunciata per furto, sarebbe rimasta impunita. Infatti le telecamere del supermercato, pur documentando tutte le fasi del furto che l’hanno vista impossessarsi del portafoglio trovato sulla postazione cassa, non permettevano ai carabinieri di identificarla. La donna infatti era incensurata e dunque, per le forze dell’ordine, una perfetta sconosciuta. 
Ma il delitto perfetto non esiste. Davanti all’apparente mancanza di qualsiasi elemento che poteva ricondurre all’identificazione della donna, ai carabinieri non è passata inosservata la strisciata da parte della cassiera della carta fedeltà raccolta punti, passata al momento del pagamento della spesa da un’ignara amica, in compagnia della ladra. 
L’intuizione si è rivelata risolutiva: identificando l’amica, estranea ai fatti, i militari dell’Arma sono risaliti alla ladra. Con l’accusa hanno dunque denunciato la donna. Le immagini di videosorveglianza la immortalano quando si impossessa del portafoglio prendendolo dal banco della cassa e nascondendolo dentro i pantaloni. 
La ladra era in compagnia di un’amica - ignara del rapido gesto furtivo - che, pagando la sua spesa, ha fatto passare alla cassa la carta fedeltà raccolta punti del supermercato. I carabinieri in possesso del numero dello scontrino spesa del derubato sono risaliti a quello dell’amica della ladra, successivo al numero della vittima. Dallo scontrino dove era registrata la carta fedeltà i carabinieri sono risaliti prima all’amica, e quindi all’indagata.
Convocata in caserma e messa davanti alle evidenze dei fatti, la donna ha ammesso le sue responsabilità, precisando di essersi impossessata dei soldi, che ha promesso di restituire, e di aver gettato il portafoglio in un cassonetto della spazzatura.

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16 marzo 2018

Verona - Studentessa cancella le assenze dal registro elettronico

Aveva saltato le lezioni per una settimana, poi ha cercato di cancellare le assenze direttamente dal registro elettronico, ma è stata scoperta e condannata a ore extra di “lavori socialmente utili”.
Protagonista della vicenda una studentessa di un liceo artistico di Verona. La ragazza - come segnalato dal Corriere del Veneto e riportato dal sito Skuola.net - dopo aver effettuato una settimana di assenza non giustificata, ha pensato di cancellarla direttamente dal registro di classe.
Inizialmente si pensava che l’intrusione fosse stata opera di un hacker o di qualche studente particolarmente abile. Solo tramite un’indagine interna si è riusciti a scoprire la verità.
La ragazza aveva semplicemente spiato la docente mentre digitava la password del registro elettronico. La studentessa, così, non ha corretto solo le sue assenze, ma avrebbe alterato anche le presenze in classe di una sua amica.
La ragazza è stata sospesa per una settimana e ha anche dovuto effettuare dei lavori socialmente utili, dalle pulizie di aule e laboratori in compagnia dei collaboratori scolastici, fino alla cura del giardino di scuola.

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Bari - In un disco-pub, una 28enne ruba dalla borsa di un'altra

Questa notte, alle 3, all’interno del disco pub “Fix it live”, in via Quarto, una pattuglia dei carabinieri ha arrestato una 28enne, residente in città, per furto aggravato di una borsetta.
I carabinieri sono stati chiamati dalla vittima, una professionista di 35 anni, la quale aveva sorpreso la donna mentre prelevava la propria borsetta, contenente 150 euro, carte di credito ed effetti personali, che aveva lasciato momentaneamente incustodita.
L’immediato intervento dei carabinieri ha consentito di recuperare l’intera refurtiva.

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Bari - Due casalinghe rubano cosmetici



In manette due casalinghe baresi di 28 e 64 anni per furto aggravato in concorso.
Le due donne sono state scoperte all’interno dell’Ipercoop di Santa Caterina: dopo aver prelevato e occultato all’interno delle proprie borse numerosi prodotti cosmetici, per igiene personale, e alimenti non di prima necessità, hanno cercato di guadagnare l’uscita superando le barriere antitaccheggio, senza passare dalle casse.
La loro azione non è sfuggita al personale addetto alla vigilanza privata interna, che ha richiesto l’intervento dei carabinieri. I militari, prontamente giunti sul posto, hanno recuperato l’intera refurtiva per un valore complessivo di circa 300 euro.

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15 marzo 2018

Rubiera (RE) - In profumeria, la cliente deruba la titolare

Erano da poco passate le 19, martedì, quando le luci del negozio “Le mani delle fate”, di fronte al municipio in pieno centro a Rubiera, stavano per spegnersi e le serrande erano pronte ad abbassarsi. Proprio in quel momento, però, è entrata nel negozio una signora decisa ad acquistare un profumo da regalare a sua figlia. Ad accogliere la potenziale cliente è stata la titolare che, giustamente, ha tardato l’orario di chiusura, riaccendendo le luci del negozio e appoggiando la propria borsetta vicino la cassa.
«La signora ha fatto incartare una confezione regalo – racconta E. M., figlia della titolare e dipendente del negozio – e, probabilmente, mentre mia madre stava incartando il pacco, si è avvicinata alla sua borsa con la scusa di voler sentire degli altri profumi».
In quel momento, con il pacco regalo già pronto, la cliente, avrebbe messo in atto il furto con destrezza del portafoglio della commerciante.
«Ha detto che era indecisa fra due profumi e che voleva sentire anche il parere di suo marito che stava facendo un aperitivo in un locale vicino al negozio. In quel momento si è allontanata dicendo che sarebbe tornata in pochissimo tempo», dichiara ancora la figlia della commerciante.
Dopo una mezz’ora circa la titolare, resasi conto che la potenziale cliente non sarebbe tornata più in negozio, ha deciso di spegnere definitivamente le luci e abbassare le serrande. Arrivata a casa, però, la commerciante si è resa conto di esser stata a tutti gli effetti vittima di un furto. Infatti nella sua borsa mancava il portafoglio che conteneva 460 euro in contanti più le diverse carte di credito e bancomat.
Quando la titolare, disperata, si è resa conto di aver subito il furto, ha provveduto a bloccare tutte le carte di credito e bancomat. Troppo tardi, però, perché proprio da uno sportello bancomat della banca San Geminiano e San Prospero di Rubiera, in una fascia oraria tra le 19.30 e le 20, la ladra ha prelevato, con un’abilità unica, anche il massimo giornaliero consentito, ovvero 1.500 euro.
«Era una signora con un’età compresa tra i 40 e i 45 anni. Indossava un cappotto marrone e aveva dei capelli rosso-castano. Sembrava anche benestante e di certo era di nazionalità italiana», afferma E. M..

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Reggio E. - Zingare rubano e aggrediscono negoziante

Hanno aggredito il responsabile del negozio che le aveva scoperte mentre stavano nascondendo in una borsa la merce prelevata dagli scaffali, poi sono riuscite a scappare a bordo di un’automobile. Al momento sono irreperibili.
Sono le 15.30 di martedì e dal DiPiù Discount di via Ampère arriva al 113 un allarme di rapina. A richiedere l’intervento della polizia è il responsabile del negozio che riferisce di essere stato picchiato da due donne sorprese a rubare.
Giunte due pattuglie sul posto, gli agenti raccolgono la testimonianza del responsabile aggredito. Poco prima, l’uomo aveva notato in una corsia del supermercato due donne - probabilmente rom, apparentemente una sui 50 e l’altra sui 30 anni - che, in compagnia di una bambina di circa due anni, stavano prelevando varia merce occultandola dentro una grande e capiente borsa.
Al momento del passaggio alle casse, sempre secondo la testimonianza del responsabile del discount, la donna più anziana aveva cercato di distrarre la cassiera mettendo sul banco solo alcuni prodotti tra quelli scelti sugli scaffali, mentre la più giovane era già uscita velocemente dal negozio con la borsa piena di merce non pagata. 
Il responsabile aveva cercato a questo punto di fermare la donna ancora alle casse con la merce ma questa, anziché fuggire, si era scagliata contro il responsabile del discount colpendolo ripetutamente con violenza e graffiandolo sulle braccia e sul collo, per poi salire insieme all’altra donna e alla bambina su un’auto e allontanarsi repentinamente.
Al momento, delle donne, nonostante le ricerche della polizia, non si è trovata alcuna traccia.

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9 marzo 2018

Altamura (BA) - La colf ruba dalla cassaforte della casa


Era stata assunta come collaboratrice domestica da una famiglia di Altamura, ma approfittava dell’assenza dei proprietari di casa per sottrarre somme di denaro e preziosi, custoditi nella cassaforte.
Questo quanto accertato i carabinieri che hanno condotto le indagini in relazione ai furti che nel mese di luglio scorso si erano verificati nell’abitazione di un imprenditore altamurano, consistenti nell’ammanco di somme di denaro dalla cassaforte, senza che questa presentasse segni di effrazione.
Per tale motivo, dopo i primi sospetti nutriti nei confronti della collaboratrice domestica, la vittima si è rivolta ai carabinieri della locale stazione i quali, dopo aver ricevuto la denuncia, hanno attivato, d’intesa con il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, le indagini tecniche del caso.
La conferma dei sospetti è arrivata solo dopo pochi giorni allorquando, all’ennesima assenza dei proprietari - che, come di consueto, “affidavano” l’abitazione alla collaboratrice domestica -, le telecamere installate dai militari hanno immortalato la donna proprio mentre apriva la cassaforte e s'impossessava di una modesta somma di denaro e di qualche oggetto in oro, sicura, evidentemente, di non destare sospetti.
La donna è stata arrestata ed è ai domiciliari per furto aggravato e continuato: avrebbe sottratto circa 10mila euro.

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Campagnola E. (RE) - Le due casalinghe vanno a rubare col coltello nella borsa


Rubano generi alimentari al supermercato di Campagnola poi si mettono a litigare con il personale. E' toccato ai carabinieri, subito chiamati, denunciare le due donne.
Non solo: una delle due è andata a far e la spesa armata di un coltello che nascondeva nella borsa.
Dopo aver restituito la refurtiva al supermercato, i carabinieri hanno denunciato due casalinghe reggiane di 30 e 47 anni, abitanti nella bassa modenese, per concorso in furto aggravato. Alla 47enne i militari hanno sequestrato il coltello con una lama di 7 centimetri, denunciandola anche per porto abusivo di armi.
E' accaduto l’altra mattina, quando una pattuglia dei carabinieri di Campagnola è intervenuta presso il supermercato del paese, dove il personale di sorveglianza aveva fermato due donne sorprese a rubare generi alimentari e che avevano tenuto atteggiamenti aggressivi con i dipendenti.
Le due donne sono state condotte in caserma e denunciate alla Procura reggiana.

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